​i-Q: Simona Vanth

Abbiamo parlato con Simona Citarella giovane designer e fondatrice di WOK-store.

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mar 6 2017, 3:20pm

Milano cresce, sempre più. Continua ad evolversi e registrare i cambiamenti della nuova generazione. La moda, l'arte e il design rimangono determinanti; designers, editori indipendenti, stylists e musicisti stanno rivoluzionando questa città. Abbiamo parlato con Simona Citarella, giovane designer e fondatrice di WOK-store.

Chi sei, cosa fai e per chi lo fai?
Sono Simona Citarella, ho uno studio che si chiama Grandtourstudio che si occupa di consulenza per design di calzature e sono fondatrice di WOK-store.

Simona Vanth è il tuo brand nato cinque anni fa: ogni collezione sembra essere sempre più sperimentale, nei materiali e nelle forme: cosa ti ispira e qual è il mondo di riferimento delle ultime produzioni?
Simona Vanth è nato in modo molto spontaneo nel 2011 e continua ad essere questa la "strategia" per arrivare a buoni risultati e per creare spontaneamente. Per me è un modo di sperimentare con materiali, forme e tecniche produttive.

La tua ultima collezione è stata presentata durante la NYFW: com'è nata la collaborazione tra te e il duo Eckhaus Latta?
Ci siamo conosciuti a Parigi un anno fa nel loro showroom. Loro sono fans di Simona Vanth da tempo e poco dopo ho proposto loro di fare una scarpa insieme. La struttura della scarpa era molto complessa e metterla a punto è stata la sfida più interessante che ha coinvolto me e le bravissime ragazze del mio studio, Lara e Valeria. E' stato anche molto divertente e interessante lavorare con Zoe e Mike in studio e in fabbrica.

Ti occupi di milioni di cose: come convivono le varie realtà tra loro? Quanto si influenzano?
Convivono in modo naturale e sinceramente non vedo molti confini fra di loro, forse per questo far cose diverse non mi ha mai affaticato mentalmente. Sicuramente in futuro mi piacerebbe diversificare gli interessi e intensificare la parte creativa.

Milano è il posto giusto per te? Cosa te lo fa pensare?
In questo momento non so rispondere, so solo che mi sono trasferita con il mio ragazzo in una casa nuova che ha una luce bellissima.

Secondo te sta veramente cambiando qualcosa a Milano? Stiamo entrando in un periodo con una estetica meno borghese?
No credo di no. Non sono così sicura che Milano e la sua scena creativa di ora sia meno borghese di un periodo precedente. C'è molta omologazione. Penso che l'unico modo per cambiare le cose sia credere nel cambiamento e non pensare molto a quello che fanno gli altri o preoccuparsi di essere più cool e più fighi… a volte se sbagli e sembri sfigato vuol dire che stai mettendo le basi per cambiare qualcosa, o almeno trovare un po' di serenità.

Crediti


Testo Irene Tamagnone
Foto Dario Salamone