Questo fotografo ha scattato i suoi match di tinder nelle loro camere da letto

"Ciao, dopo aver finito di fare sesso posso farti una foto?"

di Ellen Rule
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24 febbraio 2016, 1:00pm

Nel 2015 George Downing ha passato una considerevole quantità di tempo su Tinder e ha fotografato i suoi match nelle loro camere da letto. Scatto dopo scatto, la serie nata dalle notti d’esplorazione di George esprime alla perfezione la natura mutevole dell’app, pensata originariamente per chi era alla ricerca di sesso occasionale e poi diventata molto più di questo: oggi c’è chi vi cerca amici, qualcuno con cui chattare per qualche ora, storie di una notte e anche relazioni a lungo termine.

Che sia per un giorno o per sempre, Tinder ti promette di trovare la persona che fa per te sia in termini d’amicizia, che d’intesa sessuale e amore. 

Tutto questo è stato immortalato dal fotografo australiano, che ha pubblicato i ritratti più belli nel suo primo libro, intitolato Hosting. Si tratta di pagine che ci regalano uno sguardo unico nel mondo digitale degli incontri gay. Abbiamo fatto due chiacchiere con il giovane fotografo prima della pubblicazione del suo lavoro per parlare di intimità e di come sta cambiando il modo di concepire le app d'incontri.

Foto dei match Tinder nelle loro camere da letto

Come è nata l'idea di Hosting?
Il concetto alla base di Tinder si rifà a quello delle app d'incontri come Grindr, pensate solamente per chi vuole trovare qualcuno con cui andare a letto. Tinder, però, si è ormai evoluto in qualcosa di più ampio, perdendo quell'aurea di superficialità e entrando a far parte della quotidianità di moltissime persone. Almeno è così per quelli che conosco io.

Queste app hanno permesso di saltare a piedi pari la fase dei convenevoli "ciao-come-va-bene-e-tu" e iniziare immediatamente la conoscenza a un livello intimo, osservandole attraverso il tuo obbiettivo. Com'è stato per te?
Per me è proprio questo l'aspetto più interessante del progetto. Con la maggior parte della gente che ho frequentato ho bevuto un caffè prima di passare al dunque. Avevo come l'impressione che avrei potuto spiegare il concetto in maniera più adeguata se ne avessimo parlato a quattr'occhi. Inoltre, ho chiesto loro se mi avrebbero autorizzato a fotografarli a casa loro, nudi o seminudi. Il contatto personale è stato essenziale dal primo momento, anche se il passo è comunque grande tra "vediamoci per un caffè" e "ti fotografo nudo nel tuo letto."

Come hanno reagito le persone?
Bene, in maniera del tutto inaspettata. Quando ho elaborato l'idea, ci ho pensato molto. In realtà questo non fa altro che confermare che queste app ormai possono venire utilizzate per una serie di scopi che vanno oltre quello originale. Ci sono così tante persone interessanti che si aggirano su Tinder ed incontrarle è semplicissimo. Grazie ad app come queste possiamo creare una rete sociale e comunicare in un modo assolutamente inedito.

Foto dei match Tinder nelle loro camere da letto

Sei rimasto in contatto con le persone che hai fotografato?
Sì, sento ancora tutti. Volevo essere certo che ognuno di questi ragazzi si sentisse a proprio agio con il risultato del progetto. È per questo che ho deciso di lavorare a stretto contatto con loro, coinvolgendoli costantemente e mantenendoli al corrente su ogni foto che decidessi di pubblicare definitivamente. Si tratta di individui profondamente interessanti e sono davvero felice di potermi considerare loro amico.

Cosa ne pensano del libro i ragazzi?
Tutti erano entusiasti delle foto, perché questi scatti dimostrano quanto loro si sentissero a proprio agio nell'ambiente in cui si trovavano. Forse è proprio questo che fa la differenza: su App come Tinder dai un'immagine di te che è molto diversa da come sei in realtà. Non c'è spazio per i difetti, i punti deboli. Si tratta di una sorta di mondo parallelo. Fotografare queste persone nel proprio letto e pubblicare questi scatti segue la stessa logica di Tinder, solo che stavolta sono stato io a far le foto.

Foto dei match Tinder nelle loro camere da letto

Crediti


Testo Ellen Rule
Foto George Downing

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