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i docenti dello iuav di venezia ci parlano del futuro dei loro studenti

Attraverso le parole dei loro docenti, vi presentiamo i nuovi talenti dell’Università Iuav di Venezia che hanno sfilato lungo cento metri di asfalto e un muro di rete, simbolo di un futuro creativo destinato a proiettarsi oltre ogni barriera.

di i-D Staff
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07 luglio 2017, 8:25am

foto augusto maurandi

"L'innocenza del muro è uno statement, una dichiarazione, che quest'anno ha introdotto FASHION AT IUAV. Non è stata un'etichetta appiccicata per attirare l'attenzione, ma il racconto di un modo di essere, di lavorare, di studiare, di guardare il mondo. Da tre anni i corsi di laurea in design della moda si sono distribuiti nei Magazzini Ligabue di fronte alla Stazione marittima di San Basilio, a Venezia. Due costruzioni compatte in mattoni rossi che permettono alla comunità che le abita di avere una visione panoramica che abbraccia una Venezia non stereotipica, ma piuttosto una Venezia che tiene insieme anime diverse—quella cristallizzata nel passato e quella che vuole sfidare il futuro—e in cui l'Università si pone come una sorta di territorio cerniera che esprime, come è suo dovere, la complessità di cui è impastato il presente. Così la rete che vela la visione dai magazzini del Canale della Giudecca, perché deve definire l'area portuale con tutte le sue funzioni, è diventata per noi, che ogni giorno abitiamo questi territori, la metafora di un modo di essere e di confrontarsi con le cose. Un atteggiamento che vede nel confine non un limite o una chiusura, ma che anzi lo assume come luogo che può mettere in relazione le differenze, comprendere le diversità."

Maria Luisa Frisa, direttore corso di laurea in Design della moda e Arti multimediali

Leonardo Cossu

"L'innocenza del muro è un tema che può essere guardato da molte prospettive e che gli studenti hanno interpretato in modi diversi. Abbiamo lasciato loro la libertà di esprimersi nel modo più puro e personale possibile. Oltre alle ovvie associazioni politiche e sociali, il muro è stato il luogo in cui abbiamo condiviso la loro visione, un momento molto speciale di passaggio, da studenti a designer. È stato un privilegio guardarli e accompagnarli in questo importante primo passo." 

Veronika Allmayer-Beck, docente laboratorio finale BA

Attilio Doria

"Per la prima volta gli studenti sono stati i veri protagonisti. Abbiamo deciso di incoraggiarli, spronarli, spingerli ad andare oltre, a lavorare tanto, a dare il massimo. Molte collezioni sono estremamente personali, intime e delicate. Così gli studenti si sono appropriati, in modo naturale, del tema dell'edizione, grazie alla loro giovane età e ai loro pensieri profondi." 

Arthur Arbesser, docente laboratorio finale BA

Martina Rizzieri

"FASHION AT IUAV è un momento intenso e collettivo, dove vediamo gli studenti mettersi in mostra, osservarsi e sostenersi a vicenda. Il titolo dell'edizione ci ha ricordato che i muri non sempre dividono ma a volte proteggono e stabiliscono un contatto (quando vengono oltrepassati). Protezione e occasioni di contatto sono anche ciò di cui hanno bisogno questi ragazzi, soprattutto in questo delicato passaggio dal mondo accademico al mondo lavorativo. Ciò che accomuna le otto collezioni MA selezionate è il taglio antropologico. Molte riflessioni riguardano l'Italia: la sua provincia (Annalisa Cescon), la cultura nazional-popolare italiana e la sua iconografia (Giovanni e Gregorio Nordio), il vivere a Venezia (Giulia Stefanini) e nella riviera romagnola (Anna Lena Biotti). Altri studenti hanno lavorato sulla fotografia come studio antropologico (Valentina Olivetti), sull'ebraismo ortodosso vissuto in prima persona (Giuditta de Pretis) e sulla condizione di essere migranti (Anhaita Matin)."

Fabio Quaranta, docente laboratorio finale MA

Giovanni e Gregorio Nordio

Anna Lena Biotti

Giuditta de Pretis

Crediti


Foto backstage Augusto Maurandi
Foto sfilata Francesca Occhi
Un ringraziamento speciale a Università Iuav di Venezia