la città delle suffragette: versace, emporio armani e diesel si uniscono a milano

“Tutto quello che ci siamo guadagnati potrebbe finire domani,” dice venerdì Donatella Versace dopo al sua sfilata autunno/inverno 17 a Milano.

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25 febbraio 2017, 1:40pm

versace autumn/winter 17

Se le sfilate uomo autunno inverno 17-18 di gennaio sono state una risposta ai catastrofici eventi politici del 2016, le sfilate della moda donna di questa settimana a Milano affrontano la situazione con un appropriato pragmatismo femminile. Già lontana è quell'attitudine militaresca un po' punk delle sfilate uomo del mese scorso come Moschino, Valentino, Raf Simons - sostituito sulle passerelle da un sentimento di protezione e grave preoccupazione. "Tutto quello che abbiamo ottenuto può finire domani", ha detto Donatella Versace prima di presentare la collezione, usando parole come "uguaglianza", "unità", "coraggio", "forza" e "fedeltà" su abiti, maniche e cappelli come striscioni di protesta di diverso genere. Non è stato il pacifismo, come per le sfilate di PradaFendi il giorno prima, l'approccio matriarcale di Versace proviene dall'esperienza. Le dinastiche case di moda milanesi sono fronteggiate da donne che da giovani hanno vissuto i movimenti liberali degli anni '60 e '70. Donatella Versace, Miuccia Prada, Silvia Venturini Fendi, Laudomia Pucci e Angela Missoni hanno trascorso tutta la loro vita osservando i cambiamenti attraverso gli occhi della moda, comprendendone l'intrinseca relazione che c'è tra ciò che le donne indossano e come vengono percepite. 

Versace autunno/inverno 17

Può sembrare un luogo comune ma la moda è l'ultimo strumento per legittimare la donna, e venerdì sera il messaggio di Versace a Milano non era solo espressa letteralmente o nella traccia techno Equalty Now di Peder Mannerfelt, che ripeteva la parola uguaglianza un migliaio di volte. La collezione celebra in ogni centimetro la libertà della figura femminile: nelle trasparenze degli abiti che mostrano i corpi nudi delle modelle e nei tagli sartoriali che mettono in risalto le forme del corpo. "I tatuaggi non fanno parte del vestito" dice sorridendo Donatella Versace riferendosi al fiore tatuato di Catherine McNeil che si intravede da un abito in tulle nero con ricami di parole e fiori. Ad enfatizzare gli abiti sono i giochi di colori che mettono in luce determinate parti, come nel caso del blazer blu navy che vira verso un azzurro scintillante o i maglioni in mohair che sfumano verso un giallo indossato su pantaloni abbondanti, ciò che Dontella ha chiamato "cocktail sportivo" - una dichiarazione femminista in sé. Poi, il tema dell'auto-protezione destinato a comparire nella moda in tempi come questi: grandi pellicce, un abito da cocktail in cotta di maglia, e tutti i dettagli che una ragazza potrebbe sognare.

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Versace autunno/inverno 17

Complessa e dai colori elettrizzanti, la collezione di Versace è stata bella in modo diverso, in parte fragile e forte. Nel suo messaggio c'era qualcosa con cui tutti noi potremmo essere d'accordo, o almeno i personaggi della moda che assistono alle sfilate. In autunno, con un po' di fortuna, i consumatori e i personaggi dell'ambiente saranno altrettanto ispirati dalla dichiarazione di Versace. "Abbiamo bisogno di unificarci in modo da avere un futuro migliore per tutti", ha detto, "anche i ragazzi." La prossima volta che visitiamo le sale di Versace, potremmo trovare una nuova energia maschile. Durante la sfilata si sentivano voci che affermavano l'arrivo di Riccardo Tisci, che ha recentemente lasciato Givenchy, nella casa di moda già da marzo. Per quanto riguarda il messaggio di questa sfilata di Donatella possiamo trovare una forte nota di femminismo. Questa casa potrebbe essere stata fondata da un uomo, ma è stata costruita per le donne. Giorgio Armani invece sposa una sartoria più mascolina che ha portato nuova forza alle assemblee femministe degli anni '80. Il suo show Emporio Armani, avvenuto venerdì mattina aveva un carattere bijou, e ha decisamente colto la tendenza invernale floreale che ha colpito questa difficile stagione.

Emporio Armani autunno/inverno 17

Ma nella sua bellezza, grandi, stupendi cappotti affermano la loro autorità in una collezione che è stata definita "un'armonia di crescendo, diversità e contrasto". Questi sembrano stati pensati per un'altra epoca: multi-texture, paillettes e note pelose, un sentimento sempre più forte in questa stagione autunno inverno 17-18 che avevamo già trovato da Prada giovedì sera. Per Diesel Black Gold, Andreas Melbostad ha si è ispirato al romanticismo del periodo pre-grunge dei primi anni '90: la nostalgia verso un periodo progressista, quando le pop star scrivevano canzoni per far guarire il mondo e la Clinton stava per essere nominata First Lady. "Make love not walls,", si legge nell'attuale campagna anti-Trump di Diesel, è il messaggio che senza dubbio ha definito questa stagione nelle sfilate - sicuramente dopo l'ondata femminista a cui abbiamo assistito alla Settimana della Moda di MIlano. Infine abbiamo la meravigliosa e colorata collezione di Marco de Vincenzo dove le sue pellicce sembrano essere ispirate ai cartoni animati, accompagnate da una canzone di Ssion e Michelle Nolan intitolata, semplicemente, The Woman. La Casa Bianca potrebbe essere ossessionato dall'ego maschile in questo momento, ma in questo settore la suscettibilità femminile regna ancora sovrana. Fashion for president.

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Diesel Black Gold autunno/inverno 17

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Fotografia Mitchell Sams