cinque artisti della settimana dell'arte di miami che dovete assolutamente conoscere

Ecco i migliori artisti scoperti fuori dalle porte dell'arena di Art Basel.

di i-D Team
|
10 dicembre 2015, 11:00am

Art Basel non è più solo Art Basel. La famosa fiera non rappresenta soltanto uno spazio dedicato a 267 gallerie selezionate; questo nome è diventato sinonimo di esperienza sensoriale lunga un'intera settimana e completata da 22 fiere d'arte satellite, innumerevoli feste (organizzate dagli sponsor) e un feed senza fine di filtri di Instagram, hashtag e didascalie. Facendoci largo nelle fiere satelliti esterne all'Art Basel siamo riusciti a scegliere i nostri cinque artisti preferiti.

Dominique Pétrin
Per dirla in modo semplice, le opere fatte apposta per Internet e composte da grafiche multi direzionali dell'artista di Montreal sono perlopiù destinate al successo su Instagram. Guardando un'immagine in mostra, questa ricorda quasi un'illusione ottica resa digitalmente ma ahimè, l'obbiettivo di Dominique è quello di alterare di proposto la percezione e la coscienza dello spettatore. I suoi lavori sono generalmente pensati per decorare spazi, dai palazzi alle stazioni della metro, ma è quasi d'obbligo andare a vedere il suo pezzo all'Untitled Art FairDate un'occhiata alla sua opera accartocciata per apprezzare la sua capacità creativa di comporre opere temporanee, la cui natura effimera che le fa apprezzare tutte ancora di più.

Aidan Koch
Aidan Koch è una persona "normale" e senza pretese che crea fumetti, disegni, ceramiche e tessuti. Recentemente ha illustrato la cover per l'edizione estiva del Paris Review, il che non è cosa da poco. Nascosta nell'ultima fila del NADA (uno spazio per artisti emergenti in cui si possono scoprire le opere in modo più casuale e si possono incontrare gli artisti che le hanno prodotte), la Signal Gallery ha rappresentato alcuni dei suoi disegnatori (le cui opere possono essere descritte con la dicitura "cose che diresti o ricorderesti quando ti svegli da un sogno"). Aidan, che proviene da Olympia, a Washington, e che ora vive a Bushwick, a New York, è una tela vivente, decorata da tatuaggi fatti in casa che copia, a volte da sola, dal suo libro di schizzi e bozzetti.

Felipe Pantone
Con un linguaggio visivo che fa eco a quello di Dominique Pétrin, Felipe Pantone fonde audaci elementi di graphic design interrotti da prismi di luce. Scegliendo di presentare l'opera dando all'installazione un'estetica che ricorda un museo, la Mirus Gallery di San Francisco ha incorporato murales e elementi di scultura per portare alla luce il lavoro di Felipe. Per lui ha rappresentato una rara occasione di portare la sua arte di strada in un ambiente chiuso mostrando la sua abilità di "ultra-dinamismo".

CJ Hendry
Dopo aver deciso di lasciare l'università per studiare architettura, l'artista CJ Hendry si è posta l'obbiettivo di vendere almeno una sua opere (se avesse fallito il compromesso sarebbe stato quello di riscriversi l'anno successivo). Non molto tempo dopo si è ritrovata a creare un artwork personalizzato per personalità del calibro di Kanye West. I suoi disegni iper-realistici fatti a penna e inchiostro hanno richiesto 200 ore di lavoro accurato mentre allo SCOPE Art Show era possibile trovarla in una scatola di plexiglass intenta ad abbozzare il suo nuovo pezzo di Mickey Mouse. Scoperta all'inizio da The Cool Hunter, ha venduto all'asta il suo disegno delle tanto desiderate sneakers Nike Mag ottenendo $130,000 da donare in beneficenza.

Stéphane Gautier
L'artista bello e pronto Stéphane Gautier ha adottato gli orsetti gommosi come totem personali trasformandoli in un alfabeto universale non troppo lontano dagli emoji. Scoperto alla Scope Art Fair dalla Galerie Virginie Barrou Planquart di Parigi, Stéphane trasforma gli orsetti nostalgici e colorati in cimeli verniciati e placcati, fusi con nomi di marchi famosi, sottolineando così l'impatto della pubblicità attraverso l'appropriazione delle memorie d'infanzia.. 

Crediti


Testo Sarah Owen
Foto Dotmo

Tagged:
Miami
Cultură
fiera
Miami Art Basel