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ecco come milano si sta preparando al pride

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di Federico Rocco
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28 giugno 2018, 3:33pm

Collage realizzato da Giorgia Imbrenda

Spesso quell'agglomerato urbano che è Milano ci regala soddisfazioni non indifferenti. Specialmente quando qualcuno decide di usare le sue pareti come fossero una tela bianca su cui diffondere messaggi di inclusione. E quale luogo più affollato e congestionato di Milano, delle stazioni della metropolitana? Se si ha qualcosa da scrivere a caratteri cubitali su cartelloni lunghi sei metri, meglio farlo proprio lì, dove transitano migliaia di piccole formiche lavoratrici ogni giorno.

Ecco perché, dopo le assurde dichiarazioni rilasciate il mese scorso dal Ministro alla Famiglia Lorenzo Fontana, che aveva asserito che le famiglie arcobaleno non esistono, Netflix Italia ha deciso di dare la sua risposta proprio sui billboard presenti nella stazione della metropolitana di Porta Venezia, che da qualche giorno è interamente ricoperta da arcobaleni e cartelloni delle più celebri coppie gay protagoniste di serie Netflix (da Sense8 a Orange is The New Black). La ciliegina sulla torta? L'ironica scritta "non esistono", risposta puntuale alle frasi del Ministro leghista.

Ma perché proprio in questi giorni? Perché il 28 giugno è la Giornata Mondiale dell’Orgoglio LGBT, che nel corso degli anni ha acquistato una rilevanza e urgenza tale da aver dato vita non solo alla relativa Pride Week, ma trasformando giugno nel "mese più queer dell'anno," come ha scritto l'autrice di Mutande del Lunedì, la newsletter più queer d'Italia. La data non è certo stata scelta a caso, quindi piccolo ripasso di storia del Novecento in arrivo.

Il 28 giugno del 1969 si sono verificati quelli che gli storici hanno successivamente ribattezzato come i Moti di Stonewall, dal nome dell'omonimo storico locale gay di NYC. Negli anni '60 le retate in quello che fu uno dei primi avamposti queer d'America erano ordinaria amministrazione, ma la notte tra il 27 e il 28 giugno del 1969 accadde qualcosa di diverso dal solito: gli avventori del bar reagirono all'arrivo delle forze dell'ordine. Arresti, feriti e manifestanti senza alcuna intenzione di cedere alle percosse furono il bilancio di quella notte ormai storica.

Complice l’appena concluso 1968 con le sue manifestazioni e nuove consapevolezze, gli avvenimenti dello Stonewall lasciarono l'America prima e il mondo occidentale poi a bocca aperta. L'anno successivo, New York scelse di ricordare quella notte organizzando per la prima volta una marcia, da Greenwich Village a Central Park.

Ecco il primo Gay Pride. Ed ecco spiegata la data del 28 giugno.

PS: Sabato saremo, ovviamente, al Pride di Milano. Ci vediamo lì per celebrare insieme l'orgoglio queer, l'inclusività e la libertà individuale.

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L'anno scorso abbiamo intervistato quattro ragazzi italiani che si truccano regolarmente, sfidando stereotipi e bigottismi così comuni nei piccoli centri da cui provengono. Qui trovate le loro storie: