anche prada non userà più pellicce nelle sue collezioni

FUR FREE FUR FREE FUR FREE!

di Benedetta Pini
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23 maggio 2019, 3:05pm

L’annuncio è arrivato ieri direttamente da Miuccia Prada, in collaborazione con la Fur Free Alliance. Quindi sì, è tutto vero: Prada non utilizzerà più pellicce nella produzione dei suoi capi a partire dalla collezione primavera-estate 2020. “L’innovazione e la responsabilità sociale sono parte dei valori fondanti del gruppo Prada e la decisione di sottoscrivere la politica fur-free, frutto di un dialogo costruttivo con associazioni e onlus, rappresenta un importante traguardo nell’ambito di questo nostro impegno,” spiega Miuccia Prada nel comunicato ufficiale.

Ma non è una novità così inaspettata: già alla presentazione della collezione primavera-estate 2019, tenutasi lo scorso settembre, Prada aveva accennato alla questione, facendo presagire che il cambiamento era proprio dietro l’angolo. "Io le pellicce non voglio più farle, già oggi rappresentano solo lo 0.1 percento del prodotto, ma non amo gli annunci, dirò che non le faccio più quando sarà cosa fatta e finita," aveva dichiarato la stilista. Ed ecco che le sue parole sono diventate realtà.

Il tutto rientra nel Fur Free Retailer Program, un movimento fur-free che si sta allargando a un numero sempre maggiore di aziende: Armani, Gucci, Versace, Furla, Bottega Veneta, Burberry, Donna Karan, Jimmy Choo, giusto per citarne alcuni. E non dimentichiamo che tutto è partito da Stella McCartney già nel lontano 2001. Un chiaro segnale che anche il settore luxury sta assumendo una maggiore consapevolezza della propria responsabilità etica nei confronti delle battaglie ambientaliste e animaliste, mettendo in primo piano il futuro delle nuove generazioni, che senza un’applicazione diffusa di questi interventi si troveranno tra le mani un pianeta difficile da abitare. Per questo le onlus (quali Ffa, LAV e The Humane Society of the United States) si sono schierati dalla parte di Prada, che è stato capace di tradurre un pensiero in azione secondo tempi da record.

Non tutti, però, la pensano così, e i primi attacchi arrivano - ovviamente - dall’International Fur Federation (Iff): “Sono sorpreso che un marchio attento alla sostenibilità metta al bando un prodotto naturale come la pelliccia. Ora ai clienti di Prada non sarà data scelta: dovranno comprare pelliccia di plastica, che nuoce al pianeta. Chiedo a Prada di tornare sulla decisione e di lasciare che siano i clienti a optare per pelliccia naturale o finta”, queste le parole del CEO Mark Oaten, sostenitore della pelliccia come scelta “naturale” e sostenibile.

Di fatto, questa è una vera e propria sfida per Prada, perché, come sottolinea Miuccia, “la ricerca e lo sviluppo di materiali alternativi consentirà all’azienda di esplorare nuove frontiere della creatività e di rispondere, allo stesso tempo, alla domanda di prodotti più responsabili”. Uno stimolo alla creatività per i designer di Prada, e non vediamo l’ora di scoprire cosa riusciranno a fare.

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