Sentimental night in Tokio, 1972 ©Nobuyoshi Araki

2.200 foto di nobuyoshi araki arrivano in mostra a siena

Se pensavate di aver visto abbastanza foto di Araki, questa mostra vi farà cambiare idea.

di Alina Cortese
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08 luglio 2019, 11:01am

Sentimental night in Tokio, 1972 ©Nobuyoshi Araki

Le nature morte sono state uno dei soggetti focali del mondo dell’arte dal suo principio. Forse la ricerca dell’eterno, forse la paura della morte intrinseca nell’essere umano hanno permesso la nascita e lo sviluppo dell’abilità di rappresentare elementi caduchi, congelandoli nel tempo, ricercando quasi l’immortalità, eterno rompicapo nelle opere degli artisti.

D’altra parte, è quando si esprime proprio la natura labile della vita che si possono toccare gli animi del pubblico nel profondo. Nobuyoshi Araki ne è l’esempio. Maestro della fotografia giapponese contemporanea, utilizza la macchina fotografica come un’estensione del suo corpo, ritraendo attimi della vita quotidiana in modo autentico e duro, senza abbellire i suoi soggetti, ma evidenziando anzi la fragilità delle loro esistenze.

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Araki's Lovers 1980 ©Nobuyoshi Araki

Araki nasce a Tokyo nel 1940, un anno prima dell’entrata in guerra del Giappone, e vive appieno il periodo di rapido sviluppo tecnologico e culturale che caratterizza il dopoguerra giapponese. Studia fotografia e cinema alla Chiba University e in seguito si trasferisce a Dentsu per lavorare in un’agenzia pubblicitaria.

Qui conosce la sua futura moglie Yoko Aoki, musa e compagna fino alla morte prematura, a causa di un cancro, nel 1990. Proprio lei è la protagonista della raccolta di fotografie scattate nel periodo del loro viaggio di nozze Sentimental Journey, pubblicata nel 1971, come anche della raccolta Winter Journey, che comprende gli scatti degli ultimi anni della donna, pubblicata poi nel 1991.

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Anniversary of Hokusai's Death ( Tokio Diary) 2017 ©Nobuyoshi Araki

La fotografia è quindi per Araki un mezzo per raccontare la vita attraverso la fugacità dei suoi istanti e l’inafferrabilità del loro passaggio. Anche per questo motivo, spesso, i suoi soggetti appartengono a una realtà quotidiana, come i due bambini suoi vicini di casa protagonisti della raccolta Satchin and his brother Mabo scattata tra il 1963 e il 1965 o come la serie Subway of Love che raccoglie alcune delle fotografie scattate dall’artista tra il 1963 e il 1972 nella metropolitana di Tokyo.

L’interesse per la vita nei suoi più piccoli particolari porta ad essere Araki uno tra i più prolifici artisti giapponesi viventi e non e gli fa sviluppare una curiosità che riesce ad esprimere attraverso la fotografia. La macchina fotografica diventa l’occhio attraverso il quale può osservare la realtà di quel Giappone in rapida evoluzione, legato alle tradizioni ma al tempo stesso progressista e tecnologico. Già conSubway of Love aveva offerto al pubblico uno spaccato della realtà della vita cittadina della Tokyo degli anni '60, ma quello non fu che l’inizio di una profonda ricerca sull’essere umano.

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Araki's Paradise-2019 ©Nobuyoshi Araki

Negli anni '80 e '90 inizia a scattare ritratti di uomini e donne giapponesi all'interno di ambienti intimi e casalinghi che confluiranno poi nel progetto Araki’s Lovers. Provocatore e grande amante delle contraddizioni, nel 1990 Araki pubblica però anche Tokyo Lucky Hole, un volume fotografico che immortala la vita notturna a Kabukicho, storica zona a luci rosse di Tokyo.

Il contrasto con i luoghi familiari e domestici di Araki’s Lovers è stridente, perché mostra brutalmente una città divorata dall'etica della produttività, ma in cui l’erotismo è ancora ben presente, dove viene vissuto con interesse e una certa frequenza. A partire da quel momento, il sesso diventa uno degli elementi chiave delle opere di Araki, declinato soprattutto negli scatti inerenti la tecnica del Kinbaku, l’arte giapponese di bondage che ha come scopo quello di "legare il corpo per liberare l’anima."

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Dead Reality - 1977 ©Nobuyoshi Araki

Il mondo della critica si spezzerà tra coloro che lo accuseranno di misoginia e coloro che invece ne apprezzeranno la tecnica di collegare fotografie a testi tratti da una sorta di diario intimo e la poetica. Tra questi ultimi anche la cantante islandese Björk che lo chiama nel 2003 per realizzare lo scatto della copertina del suo album, Telegram.

La sua carriera artistica è la dimostrazione di come, sebbene i suoi soggetti possano cambiare, dai fiori della raccolta Flowers che contiene scatti dal 1985 al 2008 alle immagini bondage, le trasformazioni sociali e il crescente consumismo del Giappone nel Dopoguerra abbiano influenzato il suo sguardo. L’interesse per l’erotismo della società giapponese, diventato più accettato e accessibile grazie allo sviluppo economico e culturale, è uno dei cardini della poetica dell’artista, che lo trasmette anche attraverso le composizioni in still life, dove bambole, orpelli ed oggetti si fanno simbolo del materialismo crescente.

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Balcony of Love - 1983-2011 ©Nobuyoshi Araki

Dal 21 giugno è possibile visitare al Complesso Museale Santa Maria della Scala a Siena una retrospettiva dei 50 anni di attività dell’artista. L’esposizione, organizzata con il sostegno di Opera-Civita, raccoglie 2200 opere di Nobuyoshi Araki selezionate dal curatore Filippo Maggia e dal fotografo stesso, come immortalato nel video che completa la mostra. Con Maggia avevamo già scambiato idee e aneddoti di fotografia un paio d'anni fa, quando lo avevamo intervistato per un'altra mostra di Araki, questa volta in Galleria Sozzani.

Già allora ci aveva detto: "I temi trattati da Araki sono sempre i medesimi, da quando lui ha iniziato la sua lunga carriera artistica, ormai più di mezzo secolo fa. Come tutti i grandi artisti, Araki è però via via riuscito ad aggiornarli, rendendoli attuali e coincidenti allo scorrere quotidiano della sua vita. In questi ultimi anni il fotografo giapponese è divenuto più malinconico per quanto sempre solare e giocoso."

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August -2013 ©Nobuyoshi Araki

Il percorso verso una cupezza sempre più pervasiva del maestro della fotografia è espresso al meglio nella sua ecletticità attraverso scatti dagli anni '60 fino ai lavori più recenti, comprendenti serie mai presentate prima in Italia come Sentimental night in Tokyo, Tokyo Autumn e una raccolta realizzata appositamente per l’esposizione, Araki’s Paradise.

Un’accurata cernita delle opere che mettono a nudo l’artista, mostrando il suo aspetto più genuino ed originale, nel senso più profondo di retrospettiva artistica. L’amore, la vita e la morte convivono nello stesso spazio, muovendosi da un soggetto all’altro e le fotografie di Araki diventano il palcoscenico di questa danza eterna.

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Balcony of love- 1983-2011 ©Nobuyoshi Araki

"Nell'atto d'amore, come in fotografia, c'è una forma di vita e una sorta di morte lenta.”

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Polaroid -1980 ©Nobuyoshi Araki
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Satchin and his brother Mabo, 1963-1965 ©Nobuyoshi Araki
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Subway of love- 1963-1972 © Nobuyoshi Araki
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Tokyo Summer Story- 2003 ©Nobuyoshi Araki
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The 60th years after the end of the war- 2005 © Nobuyoshi Araki

La mostra Effetto Araki è visitabile presso il Complesso Museale Santa Maria della Scala a Siena fino al 30 settembre 2019.

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Crediti


Testo di Alina Cortese
Immagini su gentile concessione dell'ufficio stampa Santa Maria della Scala Siena.