Immagini su gentile concessione di Cecilia Del Carmen Juarez B.

Questa designer trasforma gli arazzi tradizionali peruviani in abiti destrutturati

"Ogni arazzo è unico perché è pensato sulle forme su cui viene modellato, e si comporta diversamente sulla base del corpo che lo indossa."

di Giorgia Imbrenda
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03 settembre 2020, 4:00am

Immagini su gentile concessione di Cecilia Del Carmen Juarez B.

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Cecilia Del Carmen Juarez B.​, giovane designer di origini peruviane ma residente da tempo in Italia. Durante l’infanzia è affascinata dall’arazzo che la nonna tiene in casa, e ben presto impara la relativa tecnica di tessitura. Anni dopo decide di partire proprio dalle sue radici e dalle tradizioni del suo paese d’origine per costruire il concept del suo omonimo brand.

Per creare i suoi capi, Del Carmen assembra, cuce e stratifica tutti i materiali possibili e immaginabili, traendo ispirazione dal giardinaggio, dall’architettura e dall’elettronica, per poi inserire pezzi di tessuti e filati nei suoi intricati design. Il risultato sono abiti caleidoscopici e che non smetteremmo mai di guardare. Così, l’abbiamo contattata per farci raccontare tutto direttamente da lei.

Intervista al brand italiano Cecilia Del Carmen Juarez B.​​ per la rubrica Rebel Label

Ciao Cecilia, raccontami di te. Chi sei e da dove vieni?
Sono arrivata in Italia a 4 anni e me ne sono subito innamorata. Sono cresciuta con gli occhi pieni dei colori del Perù, contrapposti alla povertà in cui verteva il paese all’epoca. Per un paio d’anni abbiamo girato per l’Italia vendendo i prodotti tipici del nostro paese d’origine. Ho avuto così la possibilità di nutrire la mia creatività con la bellezza di questo meraviglioso paese. Sento che, poco a poco, divento sempre più italiana nei modi di dire e di pensare. Questi sono i due grandi mondi che mi accompagnano nella vita.

Quanto della tua infanzia riversi nelle tue creazioni?
Se mi avessi posto questa domanda il giorno della mia laurea, ti avrei detto che sicuramente qualcosa del Perù c’è, ma neanche così tanto. Durante le vacanze estive successive alla laurea, ho fatto un viaggio nel mio paese, e solo una volta trovatami davanti a quei paesaggi, a quegli arazzi e a quei colori brillanti mi sono resa conto che tutto questo era già dentro di me, nel mio inconscio, che le ore passate da piccola a vedere le mani di mia nonna ballare sull’arazzo e creare un oggetto dal nulla mi hanno influenzata così tanto che mi sono ritrovata a riproporre tutto questo vent’anni dopo, in una veste tutta nuova, rivisitata e modernizzata.

Intervista al brand italiano Cecilia Del Carmen Juarez B.​​ per la rubrica Rebel Label

Come definiresti in tre parole il tuo brand?
Più che brand, definirei con tre parole la mia visione, ovvero il filtro con cui ogni persona legge il mondo, che la rende unica e speciale. La prima parola è artigianalità/manualità—due concetti che per me hanno il medesimo valore—, poi dettagliata e infine istrionica.

Quanto conta oggi l’aspetto artigianale di un prodotto?
Della manualità mi attraggono soprattutto i difetti che naturalmente si creano, quei dettagli che rendono ogni capo unico, riconoscibile, sensibile solo alle anime libere e pure. Mi piace pensare che ogni oggetto abbia una vita propria, e come ogni essere vivente porta su di sé tanta bellezza e tanti errori, che lo rendono ancor più di valore.

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Parlaci della scelta dei materiali e del tuo processo creativo.
Utilizzo esclusivamente materiali di scarto di aziende che lavorano nei campi più disparati, dal giardinaggio, all’architettura, alla scultura all’elettronica; per poi usare anche materiali più affini alla moda, come filati e pezze di tessuto.

Non sviluppo un disegno preparatorio o una progettazione per i miei arazzi: semplicemente, mi siedo davanti alla struttura in legno e comincio a toccare i diversi materiali e ad accoppiarli. Questa parte, tattile e sensoriale, è la più importante. Poi comincio a intrecciare e a modellare sul manichino il mio arazzo, facendolo interagire con le forme e le curve, creando una nuova silhouette, ogni volta diversa dalle altre. L’unicità di ogni singolo arazzo è la caratteristica che più mi interessa ricercare e ottenere.

Intervista al brand italiano Cecilia Del Carmen Juarez B.​​ per la rubrica Rebel Label

Quali sono i tuoi riferimenti e ispirazioni principali?
D’impatto, mi verrebbe da dire tutto e niente. Non esiste decade o brand che non sia in grado di ispirarmi, credo che sia importante interessarsi a tutto ed essere curiosi di tutto. Tuttavia, ci sono brand che più di altri hanno la capacità di colpirmi per la cura dei dettagli, la forza del messaggio e la contemporaneità, come Marni, Charlotte Knowles, Gucci, Prada, Loewe, J. W. Anderson, Vivienne Westwood—ma la lista sarebbe davvero infinita. Per il mondo dell’arte, ti direi: Donna Huanca, Tilsa Tsuchiya, Takuro Kuwata, Francesca Di Mattio, Hubert Duprat, David Altmejd , Angela Singer, Sergei Parajanov—e anche in questo caso la lista potrebbe non finire mai.

I tuoi capi racchiudono tecnica e dettagli minuziosi, sembra quasi che vogliano unirsi al corpo che li indossa per creare una metamorfosi. È un tuo modo per andare oltre il concetto di stereotipi di bellezza?
Assolutamente sì. Il mio processo creativo non sarebbe nullo senza il corpo. Ogni arazzo è unico perché è pensato sulle forme su cui viene modellato, e si comporta diversamente sulla base del corpo che lo indossa.

Intervista al brand italiano Cecilia Del Carmen Juarez B.​​ per la rubrica Rebel Label

Che significato ha per te la relazione tra bellezza e copro?
Da ragazza Peruviana, e quindi con altre forme e altri colori rispetto allo standard europeo, non è stato sempre semplice inserirmi in un contesto che fino a pochi anni fa era piuttosto restio ad aprirsi al diverso. Mi sono sempre fatta carico della mia diversità cercando di esaltarla, e così con le mie opere, che nelle mani di altre donne diventano strumenti per trasformare le proprie diversità e fragilità in punti di forza. Associo la parola bellezza a quella che per me è la parte “più bella” di una persona: la sua interiorità. La percezione della bellezza estetica muta e cambia a seconda dei tempi, degli spazi e delle menti, e così l’idea di bellezza oggettiva. Tutto questo si sta sgretolando, ma ancora troppo lentamente.

Se dovessi scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero? E in quale ristorante li porteresti?
J.W. Anderson , Manuela Pavesi e Alessandro Michele. Non c’è un un ristorante specifico, prenderei alcuni tappeti, delle amache e tanto buon cibo cucinato insieme alla mia famiglia e li porterei in un parco di una qualsiasi città, dove sospendere il tempo e lasciarsi inglobare dall’energia della natura.

Intervista al brand italiano Cecilia Del Carmen Juarez B.​​ per la rubrica Rebel Label
Intervista al brand italiano Cecilia Del Carmen Juarez B.​​ per la rubrica Rebel Label
Intervista al brand italiano Cecilia Del Carmen Juarez B.​​ per la rubrica Rebel Label
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