Birkenstock x Stüssy è LA collaborazione definitiva del 2020

Ed è perfetta per l’autunno in arrivo.

di Benedetta Pini
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17 agosto 2020, 1:19pm

Ormai è un dato di fatto: le Birkenstock sono un capo di moda. Per quanto ci sia ancora una frangia del del settore, tra addetti ai lavori, studenti e appassionati, che cercano di contrastare questa tendenza, si stanno arrendendo tutti all’evidenza: le Birkenstock sono comode, pratiche, adattabili, di qualità e universali. Da diverso tempo, infatti, anche lo snob mondo della moda si è reso conto che queste caratteristiche sono ciò che manca nel settore e che è sempre più importante introdurre, trainato dalla parola chiave degli ultimi anni: inclusività.

Birkenstock x Stussy Sabot Boston

Oggi siamo abituati a vedere le Birkenstock indossate da chiunque, dalle modelle ai designer, dagli stilisti ai fotografi, e soprattutto in quei contesti in cui non ci saremmo mai aspettati di vederle, magari pure con un calzino sotto—e sceglierlo giusto come spessore, tessuto, colore e altezza non è per niente scontato, perché il confine tra “tedesco in vacanza in Riviera” e “vip che va a fare la spesa con una cool nonchalance” il confine è molto sottile. Eppure, la loro esistenza è rimasta relegata in una nicchia per parecchi anni. Pensate che i primissimi semi delle Birkenstock sono stati piantati nel 1774 a Langen-Bergheim, una piccola città nei pressi di Francoforte, dal calzolaio Johann Adam Birkenstock, completamente ignaro di cosa sarebbe successo alle sue scarpe da lì all’inizio del nuovo millennio.

Stussy Birkenstock - No Logo11.jpg

La svolta avvenne alla fine del Novecento, quando un suo discendente, Konrad Birkenstock, ebbe l'intuizione geniale di realizzare un plantare sagomato per ovviare ai problemi di postura causati dalle suole piatte dell’epoca. Così nacquero i fussbett, i plantari sagomati che oggi ci fanno sentire così bene ogni volta che infiliamo il piede in un paio di Birkenstock, come se fossero state fatte su misura per noi. Sarà stata probabilmente questa sensazione a fare innamorare dei sandali tedeschi Kate Moss negli anni ’90, e dopo di lei una lista di designer, stilisti, brand e testimonial che li hanno estrapolati dal contesto delle calzature ortopediche—i fan della primissima ora si ricorderanno di quando si potevano acquistare solo nelle farmacie o ordinare tramite il catalogo direttamente dalla Germania—e innestati nel mondo della moda. Ma attenzione: tutto questo senza cambiare di un solo millimetro il cuore del brand, i valori che ne guidano la linea e tanto meno il plantare targato Birkenstock.

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Questo cambio di contesto ha dato alla moda ciò di cui aveva bisogno: l’idea di benessere a tutto tondo, lasciando finalmente da parte il concetto secondo cui per essere cool bisogna sempre, necessariamente soffrire almeno un po’. Questo è stato il punto di incontro tra Birkenstock e Stüssy, il brand americano che ha ridefinito il concetto di casualwear a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Figlio diretto delle sottoculture giovanili del periodo, della wave skater, sufista, rapper e writer della California del sud, sulla carta potrebbe sembrare qualcosa di totalmente incompatibile con Birkenstock. Invece, quando gli opposti si attraggono, sotto sotto c’è sempre un perché.

Birkenstock x Stussy Sabot Boston

In una parola: funzionalità. Le scarpe comode per eccellenza incontrano gli outfit comodi per eccellenza. Nel pieno della seconda ondata del normcore—in un momento storico in cui l’intero sistema della moda sta smantellando canoni estetici ormai stantii—, sentirsi finalmente liberi di dare priorità alla praticità è più importante che mai. Ma non solo. La narrazione di questa collab svela un altro, cruciale punto di contatto tra i due brand, a dimostrare la coerenza del loro incontro: le Birkenstock sono ri-contestualizzate tra meravigliose sculture botaniche degne di Edward Mani di Forbice, a forma di palla numero 8 e corona di Stüssy. Questa è la rigogliosa vegetazione del sud della California, che emerge in tutto il suo splendore nei giardini di ville altrettanto splendide. Ma tutto questo rimanda anche alla flora del polmone verde che circonda Francoforte, parte del DNA delle Birkenstock. Guardando le foto, i Sabot Boston sembrano nel loro habitat naturale, e non riusciremmo, neanche sforzandoci, a immaginarci i soggetti con indosso altre scarpe se non queste.

Birkenstock x Stussy Sabot Boston

Il risultato è una nuova versione del classico Sabot Boston in suede, con un effetto velluto a coste, proposto in due colori, osso e antracite, in netto contrasto cromatico con la fodera interna in marrone scuro. L’immancabile logo Stüssy rimane a lato, impresso sulla tomaia. LA scarpa perfetta per cavalcare il trend normcore autunnale in arrivo.

La collezione è disponibile presso punti vendita selezionati nel mondo e su 1774.com

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
Immagini su gentile concessione dell’ufficio stampa dei brand

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