Arca su autodeterminazione, self-expression e il potere politico del piacere

La musicista ha raccontato ad i-D come ha trascorso l'ultimo periodo, tra l'impulso vitale del cruising e la recente partecipazione alla campagna Calvin Klein #proudinmycalvins.

di Mahoro Seward
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01 giugno 2021, 4:00am

In occasione dell’uscita della campagna 2021 Calvin Klein #proudinmycalvins, che cade esattamente all’inizio del Pride Month, la musicista e due volte cover star di i-D Arca ha condiviso con noi la storia della prima volta che si è data il permesso di fare cruising. E se non sei un* solit* a lasciarsi andare, forse potrebbe scioccarti sentirlo raccontare da un personaggio pubblico così importante.

Ci viene impartito un immaginario del cruising bieco e non reale, in atto che si consuma in incontri furtivi e luoghi oscuri. Se parli con molte persone che lo fanno realmente, però, imparerai che ciò che li spinge a perseguire interazioni impulsive nei parchi cittadini, nei bagni delle stazioni ferroviarie e nelle saune, spesso ha poco a che fare con squallore o lussuria. Piuttosto, fare cruising costituisce un atto di autodeterminazione, di connessione, di ricerca al piacere; un atto attraverso cui affermare il proprio diritto allo spazio che occupiamo nel mondo.

Questi stessi sentimenti sono ciò che hanno guidato Arca a intraprendere un’esperienza simile durante un'afosa estate newyorkese, dove si è lasciata guidare dall'istinto nell’interazione con un affascinante sconosciuto in una stazione della metropolitana. 12 anni dopo e durante l’inizio del Pride Month 2021, la vediamo ricordare quel momento di realizzazione in un cortometraggio girato per la campagna #proudinmycalvins di quest'anno.

Arca indossa la collezione di Calvin Klein per la campagna #proudinmycalvins

Anche le altre otto icone queer parte del progetto—tra cui Honey Dijon, Raisa Flowers e Samuel de Saboia—hanno condiviso momenti determinanti dei loro viaggi all’interno dell’identità queer. #proudinmycalvins diventa così un'affermazione del potere delle nostre esperienze individuali, e del senso di comunità che riscopriamo quando le condividiamo.

Questa idea si riflette direttamente nelle azioni che Calvin Klein sta intraprendendo parallelamente alla campagna #proudinmycalvins, collaborando con organizzazioni no profit che supportano “"la difesa, l'uguaglianza e la sicurezza delle comunità LGBTQIA + di tutto il mondo,” si legge nel comunicato. Ciò include una partnership di due anni con The Trevor Project (il più grande centro al mondo per la prevenzione dei suicidi e le crisi per i giovani membri della comunità LGBTQIA+), e il supporto a organizzazioni come ILGA World, Transgender Legal Defense and Education Fund, National Pulse Memorial & Museum e BlaQ Aboriginal Corporation in Australia.

Qui sotto, Arca ci racconta della prima volta che ha fatto cruising, del senso di indipendenza che ha risvegliato in lei e di cosa significa per lei orgoglio.

Potresti raccontarci la scena in cui si è svolto questo momento così decisivo per te?
Con piacere! È stato un momento in cui ho dato a me stessa il permesso di fare qualcosa che, nel corso di tutta la mia crescita, mi è stato descritto come qualcosa di brutto e insensibile; una cosa che in fondo, per me, era semplicemente l’avvicinarsi e connettersi con qualcuno da cui mi sentivo attratta. È stato tutto molto spontaneo. Ero a New York, alla stazione della metropolitana di Union Square. Era una giornata come le altre, solo che avevo appena finito di leggere la biografia di Arthur Russell. Mi sentivo inondata da questo coraggio e questo ragazzo davvero carino mi stava guardando. In una situazione normale avrei distolto lo sguardo, ma quel giorno mi sono sentita più coraggiosa. Così mi sono avvicinata a lui e gli ho detto "ehi". Col senno di poi, era tutto molto ingenuo. È stato esaltante e allo stesso tempo molto naturale.

Quali sentimenti ti suscita ripensare a quel momento, oggi?
Gratitudine. E un po' di rabbia, perché odio quando è così, quando una si scopre solo tardi cosa significa correre rischi e connettersi in quel modo. In questo senso, è un arcobaleno pieno di emozioni. Non vorrei dover restringere il campo. C'è gioia, un po' di malinconia, un po' di esasperazione… È uno spettro di emozioni.

In che modo quel momento ha cambiato la tua relazione con te stessa e come ti sei mossa nel mondo da allora?
Mi ha dato un senso di energia. Mi ha fatto credere di più nel libero arbitrio, anche se questo è un dibattito filosofico molto più profondo. E mi ha fatto sentire orgogliosa. Mi sentivo orgogliosa di aver dato a me stessa il permesso di poterlo fare e questo mi ha dato fiducia. Quando penso a quel momento, mi sento sollevata.

Per quanto sia incentrato sulla ricerca della connessione fisica e del piacere, il cruising è stato spesso interpretato come un atto politico, un atto di queering all’interno di uno spazio urbano. Come ti rapporti con questa idea?
Penso che sia un impulso vitale. Freud parlava dell'impulso della morte e dell'impulso della vita. La libido è l'atto di stabilire una connessione con il mondo e il destrudo è lo yin con lo yang della libido. È il voler distruggere. Puoi osservarlo anche nella riproduzione cellulare: c'è lo stato anabolico in cui vengono create nuove cellule e le connessioni vengono forgiate tra le cellule stesse. E poi c'è lo stato catabolico, che è una rottura con, diciamo, il tessuto muscolare, che poi permette la rigenerazione.

L'atto fare cruising, per me, in qualche modo contiene entrambe queste tensioni. È l'impulso vitale, eppure è sempre una trasgressione; è un argomento molto profondo. Detto questo, credo che sia politico, ma solo nella misura in cui penso che il personale sia politico. Non penso che sia necessariamente una cosa intellettuale, semmai penso che sia l'opposto. È molto primordiale e c'è un senso di edonismo in esso. Allo stesso tempo, si potrebbe essere più inclini a vederlo come un rilascio di pressione psichica attraverso una connessione, piuttosto che un atto di disobbedienza di fronte all'autorità.

Arca indossa la collezione di Calvin Klein per la campagna #proudinmycalvins

Hai detto che nel momento specifico di cui hai discusso di questo evento hai provato un senso di orgoglio. Cosa significa per te questo termine?
È difficile parlare di orgoglio senza parlare di vergogna. Penso che spesso possa essere visto come qualcosa di arrogante, o un modo per costruire una bolla esclusiva, che è esattamente la cosa che vuoi evitare se ti stai cercando di avvicinarti al mondo. Non vuoi essere alienato o isolato al punto che il tuo orgoglio diventa un meccanismo di difesa. In realtà dovrebbe alimentare la tua autostima, giusto? Ma è un pendio scivoloso. Ed è per questo che spesso penso all'idea di orgoglio allo stesso modo in cui penso all’appagamento come inscindibilmente legato ad un senso di privazione. Sembra più sensato considerare l'orgoglio e la vergogna, l'indulgenza e la privazione, come parte di uno spettro. Ogni cosa poi dà all'altra ancora più significato

Allora cosa ti dà il più grande senso di orgoglio?
Divertirmi insieme a un’intera comunità di persone queer mi rende orgogliosa. Quei momenti in cui non devi pensare alle responsabilità. È più una sensazione che un'idea, e sì, direi che mi dà orgoglio. Si tratta solo di farti sentire sexy, indipendentemente da come ti senti internamente o di come appari esternamente. Per me, questa è davvero la cosa migliore e più bella dell'orgoglio. Non importa come ti identifichi—l'orgoglio consiste nel dare il ​​permesso a te stess* di sentirti sexy.

E i vestiti che indossi nella campagna #proudinmycalvins accentuano questa sensazione?
Sì! Stavo urlando perché non indosso mai giacche di jeans. Direi che questa campagna mi ha insegnato a sentirmi sexy in capi che non avrei mai indossato, il che è stato molto divertente.

Cosa speri che portino a casa le persone che guardano le tue immagini per la campagna #proudinmycalvins?
Che se posso farlo io, possono farlo anche loro.

Arca indossa la collezione di Calvin Klein per la campagna #proudinmycalvins

Questo articolo è comparso originariamente su i-D UK.

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Crediti

Testo di Mahoro Seward

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