I 10 videoclip queer più sfacciati di sempre

Da King Princess a Lady Gaga, da Rina Sawayama a Lil Nas X, ecco le icone che hanno gettato le basi della rappresentazione queer nella cultura mainstream.

di Tom George
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07 giugno 2021, 3:10pm

Still da "Montero (Call Me By Your Name)" 

L’ultimo video di Lil Nas X ha sconvolto il mondo. Quando è uscito settimane fa, i più conservatori l’hanno giudicato decisamente inopportuno e i più devoti l’hanno considerato un vero e proprio sacrilegio, mentre la comunità queer è totalmente impazzita. In una lettera aperta al sé bambino che ha postato su Instagram, Lil Nas X afferma: “So che ci eravamo promessi di non diventare mai ‘quel tipo’ di persona gay. So che ci siamo promessi di morire con questo segreto, ma questo aiuterà così tante persone queer a semplicemente esistere.”

La triste verità è infatti che per le persone queer è stato storicamente molto difficile trovare una rappresentazione onesta e autentica delle proprie identità all’interno dei media, compresa la musica pop. E anche quegli artisti che hanno aperto un dibattito su questi temi hanno fin troppo spesso utilizzato la narrazione della comunità LGBTQ+ semplicemente come veicolo per vendere di più. Ecco perché intere generazioni di persone LGBTQ+ hanno trovato come unico riferimento della propria queerness la sessualità spinta delle icone femminili pop. Pensate a Britney che sfoggiava le sua collezione di parrucche e di abiti drammatici in Womaniser, a Mariah sdraiata sul suo letto mentre cercava di sedurre il suo amante in Touch My Body e a Rihanna, che ha celebrato la cultura kink in S&M.

Il fatto di doversi inserire a forza in queste fantasie eterosessuali ed eteronormate per trovare un minimo di conforto è il motivo per cui queste artiste avranno per sempre un posto speciale nei cuori queer. Ma, in realtà, ci sono state una manciata di icone pop LGBTQ+ che negli anni hanno mostrato invece esplicitamente la loro queerness senza ritegno, senza rimorsi e senza scendere a compromessi. Così abbiamo fatto un tuffo nel passato più recente per selezionare i loro video musicali, partendo da David Bowie fino ad arrivare a Miley Cyrus e Lil Nas X.

Ecco i 10 videoclip queer migliori di sempre

Miley Cyrus - “Prisoner”

Con una sana dose di rock ‘n’ roll, horror e l’ormai iconica lingua di Miley, Prisoner mostra Miley Cyrus e Dua Lipa baciarsi nel retro di un bus in quello che potremmo giudicare un video musicale incredibilmente sexy. Miley ha una solida fanbase queer, mentre Dua è la popstar del momento per eccellenza (avendo appena visto il Grammy per il miglior album pop), quindi non c’era dubbio che entrambe le fanbase sarebbero state estasiate nel vedere le due artiste esprimere la propria sessualità in maniera così aperta.

David Bowie - “Boys Keep Swinging”

David Bowie metteva in scena la propria queerness in quello che era forse l’inizio della pop culture per come la conosciamo ora. Nel video di Boys Keep Swinging del 1979, l’artista appare sia come il sé artista—con il suo leggendario completo attillato e mullet—sia come le sue stesse coriste. In una performance della canzone al Saturday Night Live, NBC ha cercato di censurare il testo esplicitamente omosessuale ma hanno dimenticato il fatto che il pupazzo interpretato da David aveva le chiare sembianze di un pene (oltre a mostrarne uno fantoccio nel bel mezzo del video). Abbastanza iconico, no?

MNEK e Years & Years - “Valentino”

Le canzoni per i cuori spezzati, i cosiddetti break-up anthem sono un pilastro per la cultura giovanile femminile. Da Beyoncé e Michelle che confortano Kelly (probabilmente perché il suo amante non ha mai risposto a quel messaggio di testo Excel) in Girl, fino a Little Mix che organizza uno sleepover per sollevare l’umore di Leigh-Anne in Hair. È però raro trovare cantanti uomini che creino questo tipo di immaginario in cui si sostengono a vicenda durante i momenti più difficili. L’eccezione ovviamente sta nel video Valentino di MNEK e Olly Alexander, nel quale li vediamo rammendare i propri cuori spezzati saltando su un letto coperto di petali, aprendo bottiglie di champagne e facendosi belli per la serata. Una rappresentazione visiva del potere delle amicizie queer.

Rina Sawayama - “Bad Friend”

Nominata ‘Rising Star’ ai Brit Award, la cantante incorpora sapientemente elementi camp nei suoi video musicali—in cui si traveste da icone pop degli anni ‘90 e ‘00 come Xtina e Avril Lavigne—offrendo il suo personale punto di vista su problematiche attuali come le microaggressioni razziali. Nel video noir per la canzone Bad Friend, Rina entra in male drag per esplorare la mascolinità tossica, la radicale mancanza di supporto tra uomini e quelle malsane maniere in cui affrontano il proprio dolore.

Troye Sivan - “Bloom”

Con una canzone incredibilmente sovversiva che parla esplicitamente di bottoming e di relazioni queer; questo video ritrae Troye immerso in ambientazioni che farebbero invidia alle nature morte dei dipinti ad olio olandesi. Immerso in sinuosi drappeggi, vestito di piume di struzzo, stivali da cowboy e un sensuale rossetto rosso, la metafora giunge al culmine con un immaginario di fiori che iniziano a schiudersi e a prendere vita.

Lady Gaga - “Alejandro”

Per molte persone LGBTQ+ , Mother Monster era IL veicolo prescelto per esprimere la propria queerness. Anche se potremmo inserire in questa lista tutta la filmografia di Lady Gaga, il video musicale di Alejandro era assolutamente queer, mescolando mascolinità, cattolicesimo, BDSM e omoerotismo. Il video ha suscitato l’ira della Chiesa (e le accuse di aver copiato Madonna) ma l’adorazione della comunità è stata più forte di tutto questo, osannando Gaga mentre innalzava senza pudore la propria elettrizzante e sovversiva bandiera.

Dorian Electra - “Flamboyant”

Con riferimenti che spaziano dai cult-horror come Rocky Horror Picture Show, Clue e Beetlejuice, Flamboyant fa esattamente quello che dichiara nel titolo. Dorian si mostrano in una dorata giacca da pianista cosparsa di glitter, camicie di pizzo e calze auto-reggenti mentre vivono la loro fantasia di performare attivamente un’espressione di sé senza limiti e senza vergogna.

Years & Years - “Desire” (featuring Tove Lo)

Sarà la primavera o l’isolamento, ma sfido chiunque a non aver avuto fantasie orgiastiche e pansessuali simili a quelle presenti in questo video durante il lockdown. Reduci dalla performance nel film drammatico sull’AIDS It’s A Sin e con la notizia che Years & Years continuerà con un progetto in solo— il nuovo singolo Starstruck esce proprio oggi—siamo sicuri che saremo testimoni di molti più video musicali incentrati sulla queerness, la liberazione sessuale e una radicale espressione di sé.

King Princess - “1950”

L’icona gay genderqueer King Princess ha espresso la sua queerness in video come Talia, inscenando notti romantiche e sexy in compagnia di una bambola gonfiabile e poi in 1950, mostrando un intimo ritratto di una relazione queer. In quest’ultimo video, le scene in cui la coppia bagnata dal sole si scatta polaroid, decora i propri capelli di fiori e balla liberamente in un atrio vuoto sono inframezzate da riprese di King Princess con finti baffi disegnati che canta nel microfono tra un tiro di sigaretta e l’altro.

Lil Nas X - “Montero (Call Me By Your Name)”

Ovviamente, non potevamo evitare di accennare uno degli ultimi esempi di video musicali esplicitamente queer, courtesy di Lil Nas X. Le reazioni di questo video stanno già avendo i loro effetti, sconvolgendo le fasce più conservatrici e offendendo i più credenti. In una scena, in particolare, vediamo Lil Nas X fare pole dancing fino all’inferno, successivamente performando una lap dance a Satana in persona prima di ucciderlo, prendendo il suo posto come Re degli Inferi. Questa consapevolezza di sé, della propria sessualità ed identità queer è qualcosa che non avevamo ancora visto a questi livelli nei video musicali pop mainstream. Unendo il sex appeal di Britney con la queerness di Bowie, aggiungendo il tocco di blasfemia di Gaga; Lil Nas X sta realmente cambiando le regole del gioco per quanto riguarda la rappresentazione queer all’interno dei video musicali pop. E noi ci stiamo godendo lo spettacolo.

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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