Fotografie di Jenny Brough. Courtesy di Harris Reed

Harris Reed e il suo mondo fatato della moda genderless

Designer che ha conquistato Harry Styles, parla della sua prima collezione post-laurea, della creazione come amore dell'arte e di come gli haters alimentano la sua visione della fluidità di genere.

di Mahoro Seward
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12 novembre 2021, 10:10am

Fotografie di Jenny Brough. Courtesy di Harris Reed

Lo scorso giugno, Harris Reed ha fatto parte della “Classe 2020” , quel gruppo di talenti emergenti della moda che si sono laureatə in un momento per nulla facile—nel bel mezzo di una pandemia globale. Negli otto mesi trascorsi da quando si è guadagnatə la laurea triennale alla Central Saint Martins, Harris sembra aver fatto un buon lavoro nel muovere i primi passi nell’industria. Un episodio su tutti: quando Harry Styles ha indossato a novembre un completo disegnato da Harris, ossia un abile miscuglio di uno smoking con le spalle appuntite e revers a lancia, una voluminosa crinolina decorato con tulle color crema e un enorme fiocco di raso fucsia a balze—e questo è successo sulle pagine di Vogue.

Questo fashion moment segna il raggiungimento non di uno, ma di altri due traguardi della carriera də designer. Il primo è il lancio della sua collaborazione beauty con MAC Cosmetics. L'altro, e probabilmente il più sentimentale dei due, è l'uscita di For Now, Unexplained, la prima collezione di moda completa firmata Harris Reed.

La sua continua a essere una riflessione sull'abbigliamento fluido di genere e sulla natura malleabile dell'identità di genere, ricerca che ha approfondito anche attraverso la sua collezione di laurea, una collezione che bilancia un senso di giocosità dal gusto camp a rigore e precisione tecnica. I modelli sartoriali di Savile Row si fondono a sgargianti distese di tulle ombré, trasmettendo una sensazione di libertà creativa che non potrebbe essere più necessaria in questo momento storico. “Voglio offrire alle persone una proiezione della mia visione, di quello spazio sicuro in cui mi sento a mio agio, ascoltatə, accettatə e amatə, e permettere alle persone di vedere come possono crearlo da sole nella loro vita quotidiana," racconta Harris.

Così, abbiamo intervistato Harris Reed per saperne di più sulla sua pratica.

Harris Reed AW21

Com’è presentare la tua prima collezione da quando hai ottenuto la laurea? 
Sembra irreale! È fantastico, ma sicuramente ancora molto surreale: non sono mai statə tanto emozionatə e mi sembra un sogno che si avvera. Allo stesso tempo, però, mi chiedo se sto ancora dormendo o se questa è davvero la realtà. È una sorta di sensazione dolceamara, si potrebbe dire.

Quale impressione volevi dare del mondo di Harris Reed con questa collezione? 
Ho faticato molto quando dovevo decidere se presentare o meno la mia collezione. Avevo tutte queste domande in testa, tipo se avesse senso progettare una collezione di prêt-à-porter in questo momento. Ma quando sono arrivatə al punto, dopo il pezzo che ho creato per il servizio fotografico di Vogue con Harry Styles e le polemiche che l’hanno accompagnato, ho voluto presentare attraverso questa collezione e per la prima volta in maniera completa il mondo di Harris Reed. Per me, questo progetto significava celebrare la fluidità al suo meglio; massima decadenza e un’eccentricità esagerata. Non ho approcciato questo compito da una prospettiva commerciale, pensando alla vestibilità e o alla presenza sul mercato: si trattava di esprimere il mio mondo interiore e progettuale, per la prima volta dopo la laurea. Volevo che fosse una visione estrema di ciò che penso possa significare la fluidità oggi, cercando di fare sentire ognunə a proprio agio, anche quando si tratta di mettere un po' di rossetto o indossare qualcosa di eccentrico.  

Non dico che le persone devono assolutamente vestirsi così, ma voglio mostrare alle persone che è concessa un po’ di stravaganza e che la moda ha uno scopo: offrire un senso di escapismo fluido, e celebrare quella grinta londinese che secondo me abbiamo un po’ perso per strada. Mi mancano i giorni di Alexander MacQueen, di Vivienne Westwood, e i vestiti che ti facevano riflettere e che in qualche modo riuscivano a scuotere lo status quo. Non quelli che ti fanno semplicemente pensare “Posso averlo in taglia small, large o media?” Non c’è niente di sbagliato in quel format, e funziona per molte persone. Ma da giovane lareatə con un sacco di amicə nella mia stessa posizione, mentre tentiamo di capire cosa cazzo dobbiamo farne della nostra vita, ho davvero sentito il bisogno di iniziare a costruire un mondo firmato Harris Reed.

Harris Reed AW21

Il titolo della collezione è enigmatico For Now, Unexplained. Cosa vuol dire?
Ne parlavo con un mio buon amico, dicendo che, per ora, la mia collezione è inspiegabile: questo lavoro è semplicemente quello che è. Continuava a incarnare un concetto o un mood nuovo ogni giorno, cambiava a seconda delle regole del lockdown e delle limitazioni che venivano imposte, e il mio amico ha detto che il titolo racchiudeva proprio questo mutamento. Volevo anche dire effettivamente cosa rappresento, cosa amo e cosa voglio esprimere, ma non voglio rinchiudere tutto questo in termini concreti.

Per la tua collezione di laurea, c’erano delle reference storiche piuttosto specifiche—Henry Paget, V Marchese di Anglesey, per esempio. Per questa collezione è stato lo stesso?
Per me, questa collezione è stata una sorta di continuazione della mia collezione di laurea, e dell'esplorazione della fluidità che ho iniziato proprio lì. Ho voluto riunire riferimenti e tecniche tradizionalmente associate all'abbigliamento maschile e femminile in maniere inedite: la parte posteriore di un abito a sirena, ad esempio, è fatta su misura per una maglietta e presenta dettagli di un abbigliamento tipicamente maschile. Il tutto è mescolato con intricati corsetti e dettagli archetipici dell’abbigliamento maschile—e c'è un senso di giustapposizione tra "maschile" e "femminile", ma senza essere ironico o camp.

Harris Reed AW21

Hai parlato della produzione di abiti per fini artistici piuttosto che per rispondere alle richieste della produzione. Sembra un modo di lavorare tipico di giovani designer come te. Perché ti affascina?
È qualcosa che spero le persone continueranno a volere. Mi sono laureatə insieme a una serie di designer davvero talentuosə, e il modo in cui alcunə di loro si esprimono è attraverso i vestiti e l’arte, tanto quanto attraverso la “moda”. E in quello che faccio, penso che le due cose vadano di pari passo. Mi hanno chiesto se questo mio attuale approccio demi-couture non sia solo per poi passare al ready-to-wear la prossima stagione. Voglio guidare il mio brand come ha fatto McQueen, costruendo un mondo e una fantasia con cui le persone possano davvero relazionarsi, e poi trovare un modo per creare prodotti che sostengano il brand. Su Instagram, sembra esserci un grande movimento di persone che pubblicano collezioni che sono davvero più opere d’arte che opere commerciali, e penso che sia sicuramente la direzione in cui vedo andare anche il mio brand.

Questa potrebbe essere la tua prima collezione completa dopo la laurea, ma il tuo lavoro è già stato sotto gli occhi del pubblico, in gran parte grazie al pezzo che Harry Styles ha indossato nel suo servizio su Vogue. Come ti sei trovato a creare questa collezione sotto quei riflettori?
L’ho usato come uno stimolo. È molto interessante ponderare come le persone prendono le critiche—penso che alle volte le persone si lasciano rovinare dalle critiche, ma spero di essere statə in grado di usare i problemi delle persone nel vedere gli uomini in abiti o con l'espressione di sé o anche chi sono io come una ragione per renderlo molto più grande, più rumoroso e fluido. L'industria della moda è stata così accogliente con me—i miei messaggi, i miei design e le persone con cui ho lavorato—ma mentirei se dicessi che non sono un po' nervosə. Penso che probabilmente ci saranno delle critiche ma so anche che questa collezione era autentica e rispecchia chi sono, a che punto sono con il mio brand e dove voglio andare. Se viene percepita in questo modo, è fantastico. In caso contrario, non cambierò chi sono e cosa faccio, proprio come non mi sono conformatə per essere in linea con ə altrə bambinə quando avevo nove anni. Continuerò a fare quello che faccio.

collezione di Harris Reed capo con gonna
collezione di Harris Reed Autunno inverno 21

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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