i-D premiere: Chi ha paura della morte? Dentro l'oscuro video-trip di Frankeeno

Identità digitale, accelerazionismo, la tomba di Marx e un progetto che va oltre i generi musicali.

di Carlotta Magistris
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12 marzo 2021, 9:12am

Di Frankeeno come persona sappiamo poco di più del nome e di un anno di nascita che si fa notare: non sappiamo da che scena arriva, non capiamo che genere fa. La sua identità è sapientemente mistificata e l’ecosistema narrativo che determina la sua personalità online è visionario e multidisciplinare come questa intervista. E dice già abbastanza di quello che abbiamo davanti: Nick Land, Marx, Youtube > Spotify, il clubbing della fine degli ‘80 and so on.

Oggi esce in anteprima per noi di i-D Italy il videoclip di Paura della Morte, un trip oscuro di tre minuti e mezzo tra le tombe di un cimitero—quella di Marx in primis, ben evidenziata—, con paranoie sincopate in sottofondo e inserti grafici verde acido. Un’anteprima dell’EP omonimo in uscita il 15 marzo per Reyetto Tapes, presentato attraverso una performance in live streaming su OnlyFans alle 19:00 CET. Quindi sarà auspicabile avere un account entro tale data, da sfruttare per questa occasione e poi tenere per esplorare percorsi più personali.

Noi intanto ce ne siamo fatto un altro di viaggio insieme a Frankeeno, qui sotto in modalità botta (e risposta), dribblando tra varie reference disordinate per provare a decostruire in parti e poi riassemblare l’identità di quello che state per scoprire.

**Ciao Frankeeno, descrivi esattamente la tua faccia come se fosse un quadro astratto.
**È un quadro con solo colori che non stanno bene insieme, disturbanti. Colori cacofonici. Un po’ infantile direi. Ho gli occhi verdi come un rettiliano, una barba stile Rasputin e le labbra di Cicciolina. Il volto del disagio e dell’ anormalità.

i-D premiere intervista videoclip Frankeeno Paura della Morte

**Sei davvero del 1973? Non è un po’ troppo fresh il tuo progetto per essere il primo?
**Sempre a sottovalutare gli anziani! Anche un quasi cinquantenne può essere fresh, e anche saggio. Il 1973 è una data molto importante, non solo per la mia nascita :D ma per un momento di crisi in cui l’ uomo capisce che qualcosa è più forte di lui. Mio padre mi raccontava sempre della crisi petrolifera del ‘73, con le code alle pompe di benzina in America. C’è qualcosa di apocalittico in quel giorno e nella mia data di nascita. Forse da questo viene l’ atmosfera oscura che ritrovo nel progetto per Reyetto Tapes. È tutto un po’ funereo. La cassetta è come un B movie horror all’italiana. Però, invece che Piero Piccioni, la soundtrack sono le mie turbe.

**Qual è la prima cosa che hai fatto stamattina quando ti sei svegliato?
**In questo periodo faccio un lavoro notturno, quindi le mie ore sono un po’ invertite. Torno a casa quando mia moglie e mia figlia si svegliano, quindi la mia mattina inizia intorno alle 22.00. Di solito bevo uno dei tanti caffè che poi accompagnano la mia notte lavorativa, e poi ascolto della musica mentre vado in motorello verso il lavoro. Le mie playlist sono YouTube perché ci trovo un po’ tutto quello che voglio ascoltare. Su Spotify tantissime cose non riesco a trovarle.

i-D premiere intervista videoclip Frankeeno Paura della Morte

**Hai avuto un’adolescenza da clubber?
**Diciamo che la scena clubbing è stata molto importante per me e credo che in alcuni dei pezzi di Paura della Morte o dei miei lavori usciti prima si possa notare. Mi ricordo benissimo la prima sudata davanti a una cassa in un ristorante orribile chiamato La Casa del Cigno a Milano sud. Nel retro c’era una sorta di sala da ballo vecchio stile, con queste pareti di legno con i quadri appesi. Mi ci portò un mio amico italo-inglese che iniziava a fare il Dj e si faceva chiamare Dj Fred the Eng. Credo fosse l’’88 o l’’89. Da quel momento rimasi felicemente intrappolato in questo mondo per tanti anni. Era una forma di resistenza per me. Ballavamo una danza tribale davanti a delle casse. Fuori invece impazzava l’eroina e il regno della loggia P2.

**Hai avuto un’adolescenza da rapper?
**La musica è una parte importantissima della mia vita. Quando uscirono le prime cose di Radical Stuff o delle varie Posse rimasi scioccato da questo sound e dalla capacità di raccontare storie e viaggioni sulla vita e il mondo, il legame tra politica e introspezione personale era potentissimo per me. Insieme agli amici ci lanciavamo nei primi graffiti, nelle prime move di breakdance e nelle prime rime improvvisate. Quindi sì, l’hip hop è una parte grandissima della mia storia. Una volta non tutti si sentivano legittimati a dire la propria attraverso l’arte. I ragazzi dei sobborghi, con scarsa educazione scolastica o musicale, non sembravano avere diritto a dire la propria. Invece l’hip hop, come il punk, ad esempio, credo abbia legittimato tutti questi dimenticati e scartati.

i-D premiere intervista videoclip Frankeeno Paura della Morte

Ci sento solo io un fan di Neffa in Paura della Morte**?
**Eh ma chi non è un fan di Neffa nei suoi anni d’oro?

**Che genere fai?
**Punk Hardcore, Rap Lento… Non so onestamente, è difficile per me definirmi. Pochi giorni fa insieme alla crew di Reyetto caricavamo su Spotify le tracce della cassettina e a una certa la piattaforma ti chiede di scegliere due generi in cui devi per forza rinchiudere la tua espressione. È molto difficile per me. Frankeeno è un’ idea che va oltre la musica. È fatta di tante visioni di tipo diverso, come quadri, poesie, sculture, oggetti… Tutto insieme dà forma a questa cosa. Non so se sono un cantante. Nel dare forma al mio immaginario uso tantissimi mezzi diversi.

i-D premiere intervista videoclip Frankeeno Paura della Morte

**Perché inizi un progetto parlando di morte?
**Perché mia nonna diceva sempre che l’unica cosa di cui siamo certi nella vita è la morte. Non c’è vita senza la morte. Se ci pensi bene, la nostra vita è solo un combattimento per allontanare questo momento. Perché lavoriamo? Per cibare il nostro corpo, coprirlo con i vestiti, pagare le cure a possibili mali, comprare una casa che ci protegga. È tutto una lotta contro la morte, per allontanare questo momento.

**Cosa ne pensi della pena di morte?
**Credo che nessuno abbia il diritto di togliere a qualcuno la possibilità di vivere la sua vita.

i-D premiere intervista videoclip Frankeeno Paura della Morte

Cercando info su di te sono finita sui tuoi IGTV e ho letto Pretendi la piena automazione**. Leggi di accelerazionismo?
**Ho letto la traduzione in italiano di Inventare il Futuro. Credo sia un tentivo molto interessante di attualizzare il Marxismo in chiave contemporanea. Ovviamente, presenta delle criticità. Ma io non sono un teorico, quindi lascio queste critiche a chi di dovere. Mi sono avvicinato all’accelerazionismo un bel po' di anni fa tramite dei cicli di letture in un circolo occupato vicino casa mia, dove ho scoperto Nick Land. Il tipo è completamente fuori.

Ultimamente è passato a storie mega dark che stanno influenzando l’estrema destra [sigh]. Insieme ad altri membri del CCRU negli anni ‘90 ha prodotto tantissimi testi e materiali, in una sorta di folle stato mentale tra marxismo, anfetamina, filosofia e musica. Da lì vengono fuori anche Kode 9 e le sue sperimentazioni musicali. Mi piace molto il fatto che le idee possano trovare forma in diversi modi, da testi teorici alla musica, a varie discipline artistiche. Ad esempio, ora sto preparando una sorta di radio show in cui mescolo la mia musica a letture di testi vari, tra cui quelli di Nick Land.

i-D premiere intervista videoclip Frankeeno Paura della Morte

**Affianco a quella scritta c’era un’immagine di Marx che troneggia anche nel video con la sua tomba ripresa più volte. Gli vuoi bene?
**Marx è quasi un padre per me. Fu proprio il mio padre biologico ad avvicinarmi alle sue teorie. Era un operaio sindacalista migrato dal sud. Una delle tante storie di migrazione e lotta quotidiana. Mi regalò un giorno un piccolo libro, che chiamavano Il Capitale di Cafiero. Era un compendio che questo tale Cafiero scrisse per gli operai del porto di Napoli, in modo da sintetizzare il Capitale di Marx e renderlo accessibile. Lo leggevano gli operai iscritti al sindacato di cui mio padre faceva parte. Quel testo mi ha cambiato la vita. Paura della Morte è un viaggio-tributo alla tomba di Karl Marx a Londra.

**Qual è la data che aspetti con più impazienza?
**La fine del capitalismo e un mondo più giusto per tutti gli esseri viventi. Il giorno in cui questa macchina brutale che fa soffrire e sfrutta milioni di esseri viventi finirà e costruiremo un mondo migliore. Suona un po’ Miss Italia con la pace nel mondo?

i-D premiere intervista videoclip Frankeeno Paura della Morte

**Non ti mostri perché fa parte del potenziamento della tua scelta stilistica non personalizzante (che attraversa tutta la tua estetica), o è qualcosa di più personale legato all’identità?
**Non mi mostro perché non è necessario. Frankeeno sono tutti. Chiunque senta qualcosa da dire, da gridare al resto del mondo. Frankeeno è chiunque voglia esprimere il suo disagio o raccontare la sua storia, che nessuno vuole ascoltare. Oggi spesso ci si nasconde dietro la propria immagine, soprattutto nel mondo musicale. La gente non ascolta o guarda al prodotto artistico, ma le stories di gente che mostra momenti più o meno veritieri della propria vita, spesso esaltando aspetti davvero poveri d’animo. Non mi interessa questo. Comunico con quello che produco attraverso mezzi diversi, che sia la musica o altre cose con cui mi diverto a sperimentare. La maschera e l’ assenza del volto consente questo.

**Consigliami l’ultimo pezzo (non tuo) con cui sei andato in fissa, da ascoltare dopo questa intervista.
**Sono mega in fissa con European Man dei Landscape. È una sorta di racconto della vita dell’uomo europeo, ironizzando sul suo presunto progresso, fatto di mode, carte di credito e consumo di stupidi stili di vita. Ci ritrovo molto ad esempio delle mie liriche.

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Crediti:

Testo di Carlotta Magistris
Immagini: courtesy of Reyetto Tapes
Grafiche: Jacopo Lega
Foto: Infinitesideway

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