Destra: artwork di @silviatoraro su @autocertificazioni_illustrate; sinistra: progetto fotografico di @x.meron su @x.meron

Cosa resterà della quarantena? Un catalogo delle pagine IG nate in questi mesi

Account che documentano il modo in cui abbiamo raccontato, e continueremo a raccontare, la pandemia.

di Carolina Davalli
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18 maggio 2020, 1:30pm

Destra: artwork di @silviatoraro su @autocertificazioni_illustrate; sinistra: progetto fotografico di @x.meron su @x.meron

Da oggi siamo entrati ufficialmente nella fase di riapertura del paese. Se per alcuni vuol dire tornare a una vita molto simile a quella pre-coronavirus, per molti altri, come gli studenti, significa continuare a trascorrere gran parte delle proprie giornate all'interno dello spazio domestico. Qualunque sia la vostra situazione, di fatto ci troviamo tutti in una fase di assestamento. Ed è proprio questo il momento in cui si deve guardare al periodo appena concluso con sguardo critico, per riflettere sui fenomeni culturali che una cesura storica come questa ha generato, sta generando e continuerà a generare.

Basta farsi un giro su Instagram per rendersi conto di quanto i contenuti abbiano virato sul tema quarantena, o in generale pandemia, portandoci a condividere il nostro quotidiano ancora più di quanto non lo facessimo già. L'esito più evidente di questo fenomeno sono stati gli account nati proprio durante il lockdown e interamente dedicati all'argomento.

Magari un giorno ci saranno degli archeologi dell’Internet che andranno a scavare nella spessa coltre del Web per trovare reperti digitali che manifestino la nostra esperienza della quarantena. Indagheranno le nostre ossessioni, i nostri pattern visuali, i nostri mondi virtuali. Ma non temete, archeologi del futuro, alcuni li abbiamo raccolti noi al posto vostro: abbiamo selezionato e catalogato le pagine create durante la quarantena, per scoprire come abbiamo saputo gestire l’isolamento e la quarantena da COVID-19, e questo è il risultato.

Musei Virtuali

Le prime pagine sorte durante la quarantena erano legate al mondo dell'arte. Quando i musei sono diventati inaccessibili irl, Instagram si è rivelato una risorsa fondamentale per creare spazi digitali per la consultazione delle esposizioni museali, challenge virtuali, ore e ore di talk in streaming di curatori o artisti e raccolte fondi per l'emergenza sanitaria. Così ha preso forma un diverso tipo di ambiente culturale, un ambiente democratico, anarchico e interamente digitale, in cui non esistono più i rapporti con le istituzioni, le richieste di permessi e le montagne di burocrazia. Sono nati nuovi collettivi, pagine a tema, musei online interdisciplinari, lookbook di mixed media e rassegne visive.

Ecco i nostri preferiti:

@curatethequarantine

@emergencyexit_artinquarantine

@CAM-thecovidartmuseum

@coronaartmuseum

@artofsocialdistancing

@autocertificazioni_illustrate

Diari Visivi

Sono come dei veri e propri diari di bordo. Alcuni si concentrano sull'ambiente esterno, altri su una quotidianità più personale, altri ancora si dilungano in ampie riflessioni sul concetto di casa e sui meccanismi della nostra società. Diari fatti di pezzi della nostra esperienza, che portano il peso effettivo di questo periodo. Ad accomunarli è l'esigenza di uno spazio in cui affrontare collettivamente la situazione, in cui potersi esprimere in modo intimo e personale, in cui semplicemente sentirsi uniti e meno soli. Perché, un momento in cui ci è stato chiesto di stare fisicamente più lontani, abbiamo sentito il bisogno di stare più vicini.

@quarantine_____

@ARCIPELAGO-19

@quarantena.magazine

@aside_doc

@projectisolaction

@covid19_webcam

La moda in quarantena

Il lockdown, soprattutto per chi vive da solo, ha significato qualcosa a cui non eravamo minimamente abituati: da quel momento non saremmo stati visti da nessuno, ma proprio nessuno; salvo la spesa o qualche video call, che non sono proprio le situazioni in cui decidiamo di sfoderare i nostri outfit migliori -- soprattutto se hai sfondi come questi. Tale condizione ha influenzato notevolmente il modo in cui ci vestiamo, e ci è capitato di indossare davvero la prima cosa che ci è capitata tra le mani quando abbiamo aperto l'armadio.

Prima, uscire di casa poteva essere un modo per alimentare la nostra creatività, ma in quarantena tutto si è ribaltato: abbiamo ritrovato la creatività nella totale libertà, senza alcuna influenza, convenzione o pressione esterna. E ciò significa: sfoderare i nostri infit migliori, ma anche i peggiori. Intanto, abbiamo scoperto che potrebbe esistere uno spazio interstiziale tra moda e videogame tipo Animal Crossing, che le potenzialità del virtuale sono sconfinate e che la 3D art va tenuta d'occhio. Non sappiamo come sarà il futuro della moda e come cambierà il sistema, intanto ci lasciamo ispirare da questi profili:

@quarantena_fashionweek

@workingfromhomefits

@ANIMALCROSSINGFASHIONARCHIVE

@x.meron

@__digitoile__

#HomeCouture di @skipdin

Live, clubbing, azioni e collettivi

La voglia entrare in un club, di sentirsi parte di una comunità, di divertirsi, di incontrarsi e di instaurare un certo tipo di networking ha portato alla nascita di account in cui artisti, dj, club e serate queer hanno ricreato online quegli assembramenti negati nella vita reale. Questo tipo di esigenza è stato percepito non solo dai clubber, ma da ciascuno di noi: da qui sono nate le challenge specifiche per ogni nicchia di Instagram, incluse quelle per soli architetti. Hanno così preso forma diversi luoghi virtuali in cui sentirsi rappresentati e da cui trarre nuove esperienze e connessioni. Proprio come questi:

COVID ROOM

@livetalkfrom


@quarantine_archichallenge_

@clubquarantine

@clubquarantaene

Cose da fare, ma sopratutto cose che vorresti tornare a fare

Uno dei problemi sorti non appena ci hanno messi in lockdown è stato: che cosa ce ne facciamo ora di tutto questo tempo libero? Sicuramente non è una condizione che ha riguardato tutti, ma il solo fatto di non poter uscire di casa significa risparmiare il tempo di passeggiate, cene, aperitivi, drink e serate; insomma di tutto ciò che ci salvava dalla noia da casa. In soccorso sono arrivate pagine con proposte allettanti, consigli per svagarsi, idee per impiegare il tempo e non annoiarsi (oppure per continuare ad annoiarsi, ma insieme).

All'inizio, sono nate decine di pagine con consigli per svagarsi e tenersi impegnati -- e anche noi vi avevamo dato qualche idea --, ma ben presto queste pagine si sono trasformate nella loro versione malinconica: una rassegna infinita di tutte quelle cose che ti mancano e che non vedi l'ora di poter tornare a fare. Dei rifugi in cui rintanarsi per continuare a rivivere il passato, a volte romanzandolo un pochino, mentre sogniamo il futuro che ci aspetta. Se volete farvi del male:

@quarantenaproject

@cosamiaspettodaldomani

@ahicevulia


@poivorrei


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