Immagini di Jacopo Palmieri

Esoterici, affascinanti e cupi: scopri i tatuaggi di Jacopo Palmieri

"L’occulto traduce pensieri e idee in modo criptico e simbolico, che è il fondamento del mio lavoro."

di Giorgia Imbrenda
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08 aprile 2020, 7:29am

Immagini di Jacopo Palmieri

Tatuaggini è la rubrica di i-D che vi fa conoscere i nuovi tattoo artist italiani di cui non avete mai sentito parlare. Sono giovani, hanno uno stile unico e stanno riscrivendo le regole della loro industria. Li scegliamo perché rispettano i valori in cui i-D crede e per cui lotta da sempre, che sono tolleranza, diversity e inclusività.

Oggi vi presentiamo Jacopo Palmieri, in arte @jacopo_uppercut. Se state pensando di farvi tatuare da lui appena finita la quarantena, questo è il suo account Instagram. Siamo sicuri risponderà ai vostri DM in tempo zero.

Tatuatore Jacopo Palmieri intervista

Ciao Jacopo, ci racconti il primo tatuaggio che hai fatto? Quanto eri terrorizzato da 1 a 10 quando hai preso in mano la macchinetta e ti sei reso conto che per la prima volta stavi per tatuare un’altra persona?
Ho tatuato un mio caro amico sul collo del piede, era un'ancora disegnata a mano, ma con il piede teso—non ho pensato che in posizione normale, con il piede appoggiato a terra, si sarebbe accorciata molto. Ero nervoso, ma appena iniziato mi sono accorto che la pelle umana era molto più gestibile della cotenna di maiale che compravo dal macellaio, perciò mi sono divertito a finirlo, anche se penso di averci messo 3 ore per un tatuaggio da mezz’ora. Per essere il primo è guarito bene devo dire, è ancora li dopo anni.

Come descriveresti il tuo stile di tatuaggio? Ti va di raccontarci un po’ come l’hai sviluppato nel corso del tempo?
Non ho mai seguito uno stile preciso, ho sempre disegnato come mi veniva naturale, sono amante del tradizionale nero e di tutto ciò che è strano. Arrivo da tanti anni di graffiti, ho fatto il liceo artistico e una scuola di artigianato, inizialmente provavo a fare tratteggio e incisione, ma poi ho capito che dovevo semplicemente disegnare come mi imponeva la mia mano, e così continuo a fare. Amo i contrasti forti, ci tengo che i miei lavori siano d’impatto e comprensibili anche da lontano, mi piace sintetizzare le figure e tirar fuori la luce dall’ombra.

Tatuatore Jacopo Palmieri intervista

I tuoi tatuaggi sono intensamente neri, perché hai deciso di non fare uso del colore?
Credo che il nero sia l’unico colore eterno. Ogni tanto inserisco dei particolari rosa, che aggiunge un tocco di follia in più, ma i tatuaggi neri rimangono la mia passione, sono immediati, schietti e non penso mi stancheranno mai.

Qual è il tatuaggio che hai fatto a cui sei più legato in assoluto?
Una goccia di sangue di un paio di centimetri. È stato uno dei miei primi tatuaggi, fatto al mio fratellino—non di sangue, ma con il quale sono cresciuto dai 2 anni in poi.

Tatuatore Jacopo Palmieri intervista

I tuoi disegni uniscono esoterismo, mondo onirico e un pò di malinconia. Queste culture lontane e mistiche sono una tua passione, oppure semplicemente con il tempo hai imparato ad apprezzare sempre più questo tipo di disegni?
L’esoterismo e l’occulto traducono pensieri e idee in modo criptico e simbolico, che è il fondamento del mio lavoro. Amo le culture orientali, che ho iniziato ad apprezzare praticando sport da combattimento e viaggiando in Asia, e anche questo ha contaminato il mio modo di rappresentare le idee. La maggior parte dei disegni che propongo sono la rappresentazione mistica di ciò che ho in testa, allegorie e simboli ben precisi e che mi rappresentano, ma mi piace l’idea che l’interlocutore ci veda qualcosa di proprio e personale.

Qual è il principale pittore o corrente artistica dal quale prendi ispirazione nel tuo lavoro?
Mi piace l’incisione medievale, le luci di Caravaggio, i pittori giapponesi dell’Ukiyo-e, l’arte buddhista e la scena underground. Quando disegno non guardo altri artisti, se non foto di animali e oggetti.

Tatuatore Jacopo Palmieri intervista

Il tuo rapporto con i social media? Quanto e come influisce sul tuo lavoro di tatuatore? Sei piuttosto seguito, ma mi chiedo quanti like si trasformino poi in appuntamenti e, successivamente, tatuaggi...
È un rapporto travagliato, ma in quest’epoca sono fondamentali. Sono grato a chi segue la mia crescita e a chi mi da la possibilità di portare su pelle ciò che ho in testa. Non ho una statistica likes/appuntamenti, ma spero che il numero di persone disposte a “soffrire” per un mio lavoro cresca sempre più.

Hai mai detto di no alle richieste dei tuoi clienti? Se è successo per quale motivo lo hai fatto? Sì, è successo. Ci sono stati ragazzini che ai primi tatuaggi volevano farsi mano/collo/faccia, sia richieste di lavori completamente diversi dal mio modo di tatuare, indirizzati ai migliori che conosco dei rispettivi stili... A ognuno il suo.

Tatuatore Jacopo Palmieri intervista
Tatuatore Jacopo Palmieri intervista
Tatuatore Jacopo Palmieri intervista

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Ecco un altro tatuatore che abbiamo intervistato di recente, Alessandro Santhelia:

Crediti

Intervista di Giorgia Imbrenda
Tutte le immagini via Jacopo Palmieri

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