Sissi. Fotografia di Alessandro Trapezio

Sissi, l'artista che trasforma abiti in sculture e opere d'arte

Una retrospettiva ricostruisce 20 anni di carriera dell'artista bolognese attraverso un'installazione distopica.

di Alessio de Navasques
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04 febbraio 2020, 6:00am

Sissi. Fotografia di Alessandro Trapezio

Artista poliedrica e multisensoriale, Sissi lavora già dalla fine degli anni 90 tra performance, scultura, video, fotografia, pittura e disegno, mettendo al centro della sua riflessione il concetto di corpo, declinato nei suoi modi di vivere e abitare il mondo, o nei suoi elementi singoli che compongono la nostra anatomia. Per lei, l'abito è un traghettatore emotivo, l'estensione più diretta del nostro corpo sensibile, una seconda pelle che riesce ad unire esterno e interno.

L'abbiamo incontrata in occasione di Vestimenti, la retrospettiva curata da Antonio Grulli che racconta vent'anni di carriera dell'artista attraverso un’ampia selezione di sculture-abito. Presentati durante mostre e performance, talvolta indossabili e realizzati con i più svariati materiali, gli abiti di Sissi diventano il centro del progetto pensato dall’artista appositamente per lo spazio espositivo di Palazzo Bentivoglio a Bologna.

Da quando crei opere d'arte che sono vestiti e perché?
Sono cresciuta con loro, che hanno preso spazio nel mio lavoro come estensioni del corpo. Uno dei miei primi abiti prese forma durante gli anni di studi in Accademia, quando cucii su un vestito abbandonato di mia madre una tetta di stoffa, nel cui interno era rinchiuso un carillon. L’abito si attivava indossandolo, un’azione performativa in cui tiravo il capezzolo del seno per far uscire la sua musica, la memoria che portava. È uno dei lavori presenti in mostra e a cui sono più legata.

Come metti insieme materiali e colori così diversi tra loro?
Sono i materiali, il sex appeal dell’inorganico, che mi spinge a collezionare tessuti e oggetti, conservandoli fino all’appropriato utilizzo. Tutto inizia con la tattilità: la mano tocca, prova, unisce e sente, tutto per essere poi parte di un ambiente.

Intervista Sissi mostra Bologna Vestimenti

Che significato ha la parola "moda" per te?
Siamo in una società in cui i segni ruotano in ogni direzione per farsi linguaggio, ma meglio si estendono architettandosi su di noi, si esplicitano alla moda. È una felice simbiosi che vive sulla fisicità delle cose e delle persone, portando fascino e stimoli per l’apparire.

C'è un eterno dialogo tra arte e moda, che inizia probabilmente quando si afferma la
consapevolezza del concetto stesso di moda. P
ensi che sia giusto fare separazioni tra queste due discipline? Come vivi questa relazione?
Per me arte e moda sono come trama e ordito, si compongono e legano la nostra immagine. La società in cui viviamo è un multi-universo di esperienze, in cui l’interdisciplinarità diventa un processo naturale. In questo paesaggio, però, coesiste comunque una moda che per aprirsi a tutti e immettersi nella realtà produttiva del mercato ha dovuto alleggerirsi, perdendo carattere e libertà. A questo punto subentra l’arte, che trasforma i punti caduti di una maglia espansa in vestimenti, valori estetici da guardare e pensare.

Intervista Sissi mostra Bologna Vestimenti

Perché proprio il titolo Vestimenti? "Una parola austera e antica, che riporta a una relazione con l’abito fuori dal tempo," come afferma il curatore della mostra Antonio Grulli...
Con il titolo Vestimenti voglio parlare di noi, elevando a rito tutti i continui cambiamenti che viviamo, nello spogliarci e rinnovarci perpetuamente in una nuova pelle che possa rappresentarci. Una soglia di comunicazione nella forma di abito, che unisce l’interno con l‘esterno del corpo. Un’osmosi che gli conferisce la qualità di traghettatore emotivo, con il quale veniamo introdotti, appunto attraverso il dato emozionale, nel mondo.

In che modo è nato il progetto della mostra immaginata come una grande istallazione distopica e fiabesca allo stesso tempo?
Le opere esposte si alzano come stendardi, manifesti d’identità. Sono testimonianze di un corpo assente che si percepisce attraverso la tattilità dei materiali. Un’immagine in particolare ha collegato il mio fare con il pensare del curatore e si riferisce alla veste contesa nella Deposizione di Cristo di Benedetto Antelami, un bellissimo altorilievo collocato nel Duomo di Parma. La veste è mossa, ha un panneggio così dinamico che sembra uscire dalla scena come se gli occhi di chi la guarda la potessero prendere in salvo e prolungarne la vita.

Intervista Sissi mostra Bologna Vestimenti

Mariuccia Casadio [Art Consultant di Vogue Italia, NdA] afferma che incontrare la tua opera significa immergersi in un mondo che tu hai progettato, creato e cucito per te. Cosa intende dire, nella tua opinione?
Nella mia costante ricerca sull’identità, l’abito è stato un luogo in cui il corpo si è spesso rifugiato. Il corpo, e più profondamente l’anatomia interna, sono stati dei punti di partenza del mio processo creativo. L‘abito è diventato un fedele compagno in quanto è la cosa più simile all’uomo. Il vestito abita su di noi, è un impulso che ci compenetra. Insieme, siamo stile.

L'abito sembra essere per te una seconda pelle attraverso cui raccontare i meandri più interni del nostro corpo; i tuoi “vestimenti” portano all'esterno tutto quello che è interno, sia a livello metaforico che reale.
Del resto, l’abito è anche fonte di studio nei miei libri d‘artista ”Anatomia Parallela”, che analizzo attraverso l’analisi del lembo scucito come una sorta di psiche in movimento.

Com'è nata la performance Abitare l’altro che ha aperto la mostra?
Il dispositivo scenografico dove avviene la performance Abitare l’altro richiama il laboratorio sartoriale mettendo in scena la nascita di un abito. Il mio fare è quotidiano, mi cucio ogni mattina un capo da indossare. Mi piace farlo velocemente, come se fosse un’idea che corre e la punti addosso. Questo stimolo mi ha portato a volerlo condividere con gli altri, e quindi di poter trasferire gli abitanti del mio corpo su nuove case corporee. Attraverso un atto performativo, dove taglio e cucio per il pubblico regalo infine un abito ad un partecipante. L’azione viene guidata da un lancio di dadi, come nell’opera di Antelami i soldati in possesso della “svestita” veste si giocano la sua sorte.

Può essere considerato un ragionamento sul concetto di cartamodello come elemento
costruttivo dell'abito stesso?

Ho realizzato un’opera dal titolo Cartamodelli Biomorfi che sono le forme di modelli che utilizzo nella performance Abitare l’altro. Nella mia visione il corpo proietta sulla carta un pattern, quindi l’ombra dello spirito che portiamo.

"Vestimenti" è visitabile a Bologna, presso Palazzo Bentivoglio con il seguente orario dal 31 gennaio al 15 marzo: venerdì h 17-20, sabato e domenica h 12-19; dal 20 marzo al 19 aprile solo su prenotazione.

Intervista Sissi mostra Bologna Vestimenti
Intervista Sissi mostra Bologna Vestimenti
Intervista Sissi mostra Bologna Vestimenti

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Crediti

Testo di Alessio de Navasques
Immagini per gentile dell'ufficio stampa, dell'artista Sissi, della Galleria Tiziana Di Caro
Fotografia di Alessandro Trapezio, OKNOstudio e Matteo Monti.

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