Pubblicità

cosa pensiamo del debutto di kim jones per dior

Pupazzi rosa giganti, vecchi loghi che tornano a splendere, molto materiale d'archivio. Jones porta Monsieur Dior nel 2018.

|
giu 25 2018, 11:33am

Fotografia di Mitchell Sams

Pubblicità

Chi?
Nei sette anni come Direttore Artistico di Louis Vuitton Uomo, Kim Jones ha reinventato e riposizionato la linea maschile della maison. Da due mesi Jones è ora a capo di Dior e la sua collezione d'esordio sembra suggerire che il processo di trasformazione si ripeterà. Il modo in cui ha iniziato i lavori di ristrutturazione del brand hanno già fatto alzare qualche sopracciglio. Staremo a vedere. Ma è Parigi tutta ad aver messo in discussione le sue fondamenta, dove i direttori creativi delle case di moda più blasonate stanno portando nuova energia in città, offrendo definizioni multiple e variegate del lusso nel 2018.

Quella di Jones? Reinterpretare i codici di Monsieur Dior attraverso il linguaggio contemporaneo. Una selezione degli emblemi, ma costruita appositamente per l'oggi. "Sì, sono il designer di Dior, ma lavoro per Dior," ha spiegato durante una preview nel suo atelier. "Prima di tutto, si tratta di loro; e poi di me, che reinterpreto il tutto. Dior è un brand elegante, sofisticato e romantico."

"Per la mia prima sfilata Dior, tutti i riferimenti arrivano dal mondo Dior," ha aggiunto. "Il processo creativo si è concentrato su ciò che Dior è e su quale sia la direzione da intraprendere per il suo futuro." Così, Jones si è immerso negli archivi della maison e si è lasciato ispirare dalla creatività, ma anche dalla vita privata, del suo fondatore. Dior, ma visto attraverso gli occhi di Jones.

Cosa?
Jones ha voluto riportare in vita il logo simbolo di Dior Homme (ora Dior Men), l'ape, reimmaginata però dall'artista KAWS e trasformata in una sorta di emoji d'alta moda. "Energia, divertimento, colore. È questo che credo le persone vogliano oggi," ha spiegato nel backstage. "Il mondo può essere deprimente a volte, meglio aiutare le persone a godersi la vita." Oltre all'ape, KAWS ha creato per la sfilata un pupazzo alto dieci metri, un po' Monsieur Dior e un po' personaggio animato. In braccio aveva Bobby, il cane del fondatore, mentre la testa era composta da fiori. Rose e peonie, nello specifico. Ma non è mancata neanche la serietà: tolto il set e alcuni accessori, la collezione è stata una celebrazione dell'atelier, della sua storia e del talento di chi l'ha resa un'icona.

"Mi sono concentrato sulla linea Donna," ha continuato Jones. Il risultato è una traslazione dell'identità femminile in un guardaroba di lusso maschile, caratterizzato da morbidezza e sensualità. A saltare all'occhio è stata però la fluidità tra passato, presente e futuro. La nuova giacca Dior, la Tailleur Oblique, è stata reinterpretata diagonalmente come riferimento alla collezione autunno/inverno 1950 di Monsieur Dior. Il tessuto toile de jouy, simbolo della boutique Dior di Avenue Montaigne 30, è apparso sotto forma di jacquard e ricami, decorato da pelle e piume. Una combinazione di artigianalità e innovazione, di tradizione e modernità, che hanno dato un'impronta precisa all'uomo Dior di Jones.

Wow?!
Come gli abiti, anche gli accessori sono stati disegnati partendo dall'heritage Dior. È tornata la Saddle Bag, ma come piccolo marsupio da appenderealla cintura, alla giacca o sulle tasche. In generale, sono stati i dettagli la cosa più interessante, peccato che osservarli in passerella sia quasi impossibile. Motivi floreali—che raccontano l'ossessione di Monsieur Dior e Jones per giardini e natura—, femme-fleure ispirate alle porcellane personali del fondatore, vinile, molto bianco e rosa. Ma soprattutto, vero, inimitabile e genuino lusso.

Segui i-D su Instagram e Facebook.

Pubblicità

Leggi anche:

Crediti


Testo di Steve Salter
Fotografia di Mitchell Sams

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

more from i-D