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foto degli artisti dell’ortigia sound system, al di fuori dei concerti

"La cosa bella di questo festival è che anche il DJ con l’albergo a cinque stelle poi per andare al mare deve scendere a piedi e mischiarsi con il siciliano arrivato con il frigo portatile."

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ago 3 2018, 2:28pm

Mafalda soffre il caldo la mattina dopo il suo set, fotografata da  Glauco Canalis.

Tutte le foto che state per vedere in questo articolo sono state scattate da Glauco Canalis, fotografo siciliano con base a Londra. "Quando conosco gli artisti, tendo a considerarli alla stregua di nuovi amici o conoscenti, per questo li ho fotografati come persone normali che fanno cose di tutti i giorni," racconta Glauco della serie.

"Il contrasto che si avverte nelle foto nasce dal fatto che loro sono stranieri e io li ho messi a fare cose molto italiane, molto siciliane: portandoli a prendere il caffè al circolino, o al mercato a comprare la frutta. Fondamentalmente, mi interessa contestualizzare gli artisti nel mondo reale, anche perché la cosa bella di questo festival è che anche il DJ con l’albergo a cinque stelle poi per andare al mare deve scendere a piedi e mischiarsi con il siciliano arrivato con il frigo portatile. Ecco, io ho voluto catturare quella sensazione."

Sulla sinistra, Mim Suleiman prima del suo set in barca. Sulla destra, pescetti.

Vedere l'Ortigia Sound System crescere è un po’ come mi immagino sia essere parente prossima di un bambino. Ogni anno arrivo qui e tra me e me mi dico tutta felice: com’è diventato grande questo festival! Subito dopo, mi dico malinconica: com’è diventato grande questo festival!

Il 2018 ha segnato la quinta edizione di OSS, edizione che è stata giustamente ribattezzata W OSS, un po' come fosse scritto su uno striscione portato a giro per la festa patronale. Per festeggiare questo compleanno, la direzione del festival ha chiamato a raccolta alcuni degli artisti che rappresentano l’avanguardia di quello che io e altre 13mila persone consideriamo la musica. Molti di questi artisti vivono in quel perfetto mezzo in cui riescono a riempire una piazza d’armi di persone che ballano e cantano i loro pezzi ma restano quasi sempre fuori dai circuiti mainstream. Solo qualche esempio: Nu Guinea, che hanno chiuso il festival, Mim Suleiman, Bwana, C’est Qui, Call Super.

Sulla sinistra, Jarreau Vandal. Sulla destra, un partecipante all'Ortigia Sound System.

Ovviamente, come hanno già scritto miei colleghi di scrivania e di ombrellone, quando un festival cresce deve confrontarsi con un pubblico più vasto di quello in cui bene o male ci somigliamo tutti; con problemi logistici (quest’anno è stato necessario fare due boat party al giorno, tutti i giorni, per accomodare il pubblico) e con chi vuole mettere in giro voci dannose e gratuite. Ma credo che la forza di OSS stia nel fatto che i fondamentali restano sempre gli stessi: la ricerca musicale competente, le venue da brividi, la naturalezza con cui il festival si fonde con la vita dell’isola.

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Un esempio su tutti, il van di Automat Radio che ospita ogni giorno gli artisti del festival parcheggiato davanti ai fratelli Burgio, punto d’incontro storico del mercato comunale. Ed è questo il bello: in migliaia abbiamo goduto delle proposte so niche dell’etichetta londinese Whities, ma abbiamo anche scoperto i gamberi viola crudi del ristorante Oz&Cappuccio. Il festival vive in sincronia con il luogo in cui si tiene—o perlomeno questa è l’impressione che ha sempre dato al pubblico e, sono sicura, l’intenzione degli organizzatori.

Kamaal Williams gioca a calcio balilla in un bar di Ortigia.

E quando invecchi—perché invecchierete anche voi come sto invecchiando io, e avrete voglia di fare chiusura solo ai ristoranti nei vicoli e andare agli after solo a patto che il taxi venga a prendervi un secondo dopo l’alba—ti rendi conto che la bellezza di avere un evento così è che ti permette di viverlo appieno qualunque sia la tua idea di benessere: tramonti musicali su una terrazza davanti ai capolavori architettonici del barocco, after dritti fino alle 11 del mattino, talk sulla nuova scuola napoletana.

Ecco, vorrei che tutti noi fruitori ci fermassimo un secondo a pensare a che equilibrio delicato sta alla base di un festival simile. Vi prego non roviniamolo mai.

Le C’est Qui, resident di Seoul Community Radio.
Ortigia, ma non durante i boat party.
Jimothy Lacoste durante il suo live. Qui trovi l'intervista che gli abbiamo fatto poche settimane fa.
Lungomare di Ortigia molto instagrammabile.
Sulla sinistra, Closet Yi delle C’est Qui. Sulla destra, Naone delle C’est Qui.
Sulla sinistra, Kamaal Williams. Sulla destra, mini polpo.
La parata dei Giudei all’Antico Mercato.
Sulla sinistra, Bad Gyal nel backstage dell’Arena Maniace, prima del suo concerto. Sulla destra, un uomo al mercato di Ortigia.
Bad Gyal twerka su un Defender.

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Crediti


Testo di Elena Viale
Fotografia di Glauco Canalis. Vai qui per vedere tutte le sue foto.

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