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abbiamo parlato con ann demeulemeester del suo nuovo libro e della sua nuova vita dopo la moda

Sabato sera al Dover Street Market Ann Demeulemeester ha lanciato il suo nuovo libro, un volume epico che traccia la storia delle sue collezioni dal 1989 fino al suo ritiro nel 2013. Patti Smith ha suonato con PJ Harvey mentre Ann raccontava ad i-D...

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nov 19 2014, 4:10pm

Patrick Robyn, from Fashion Now 2.

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Quando Ann Demeulemeester annunciò il suo addio esattamente un anno fa questo novembre, non ha dato vita al circo di pettegolezzi della moda, né a chiacchiere da gioco delle sedie musicali come succede di solito. Come tutto il resto nella vita e nella carriera di Ann, questa è stata una scelta di sentimento più che di affari, e tutti lo sapevano. Per i suoi devoti discepoli, che si sono coperti con i suoi sacri indumenti per una vita, l'inaspettato ma dignitoso addio della designer è stato come un pensionamento papale, o forse un' abdicazione di una regina: lei è lì e non è lì. Ciò che Ann ha lasciato dietro di sé è l'universo che ha creato, il meraviglioso mondo di poesia malinconica e romanticismo oscuro che rappresenta interamente ciò che ha concepito nella moda. Proprio quel mondo in cui a pochi di noi ha permesso di entrare sabato sera al Dover Street Market, per un breve ma epico istante.

La designer ha infatti lanciato Ann Demeulemeester, la bibbia definitiva che traccia la storia delle sue collezioni dal 1982 fino al 2013/2014. Creato da suo figlio Victor Robyn, graphic designer e disegnatore, è un enorme tomo rilegato in un tessuto nero con i bordi delle pagine neri e un segnalibro apparentemente infinito di seta nera che si muove a zig zag tra le pagine del volume come un serpente. Sembra una raccolta degli inni di salme bibliche di un credo segreto, o come dice Patti Smith a proposito del suo lavoro nella prefazione, "per un ordine monastico non ancora concepito". È stata Patti la prima a prendere il microfono dopo le due ore in cui Ann ha firmato le copie del libro al piano terra del Dover Street Market. Fuori, fan rivestiti di nero stavano in fila sperando di incontrare la cantante e la loro sfuggente designer-idolo, che raramente si fa vedere in pubblico. (Tutti sanno che Patti indossa quasi esclusivamente capi di Ann negli ultimi trent'anni.)

"Se vi annoiate mentre sto leggendo potete pure ignorarmi", ha detto Patti ad un gruppo di bambini riuniti intorno al palco prima che iniziasse a leggere il suo prologo. "Ann ha girovagato per la campagna fiamminga, trovando pace nei suoi boschi ombrosi. Sentiva la forza della natura, l'energia scorrere in un fascio di luce", ha recitato Patti mentre raccontava la storia di Demeulemeester, di come si innamorò di suo marito Patrick Robyn, come si perse nei racconti di Rimbaud, Baudelaire e Blake, e nel disco Horses, di una cantante, che sarebbe poi diventata la sua più cara amica. Patti - vestita con un blazer di Ann Demeulemeester, un gilet e una maglietta bianca - ha continuato cantando Grateful, dedicando la canzone ad Ann. Incasinando il testo della canzone, si è fermata per chiedere una sedia. "Sono nervosa" ha detto davanti a un pubblico di circa cinquanta persone. "Se canto per 80 mila persone non sono mai nervosa".

Fotografia Patrick Robyn, tratta da Fashion Now 2.

PJ Harvey si è unita a Patti sul palco per una seconda canzone, suonando la chitarra per il Wing. Questo momento non ha solo segnato la prima volta che le due hanno suonato insieme, ma una sorta di culmine della serata quando Patti ha lasciato che i testi mostrassero l'anima libera di Ann quello stesso spirito poetico che le ha permesso di ritirarsi quando ha voluto. "E io ero libera, non avevo bisogno di nessuno. Era bellissimo", ha detto Patti. Parlando ad i-D più tardi, Ann ha usato queste stesse parole. "Sono libera", ha detto. "Sono felice, sono emozionata. Mi sento come se stessi iniziando un nuovo capitolo. Il futuro è aperto e mi piace così". È stata notoriamente riservata da quando ha lasciato la sua casa l'anno scorso, scegliendo invece di concentrarsi sulla vita nella casa delle vacanze fuori Anversa e sulla sua ritrovata mancanza di restrizioni. Il libro, ha detto, è stato il suo modo di segnare la fine di un'era. "Era importante che facessi questo libro. È ciò che ho lasciato al mondo in trent'anni. È bello avere un documento di tutto questo".

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Ann era così entusiasta della partecipazione alla serata, che ha visto non solo i suoi amici e la sua famiglia come i colleghi Sarah Mower MBE, Sir Paul Smith, An Vandervorst, Filip Arikcx, Yang Li e Tim Blanks, ma anche fan da tutta la vita come Penny Brownjohn, che ha detto che indossa Ann Demeulemeester rigorosamente dal 1989. "Ho indossato i suoi capi anche dai miei anni cinquanta fino ai settanta, quando si dovrebbero indossare twinset e perle", ha raccontato Penny, vestita in nero dall'archivio Demeulemeester dalla testa ai piedi. Ma è stata la partecipazione dei giovani studenti di moda - nuovi fan irriducibili di Ann - a distinguersi tra la folla, segnalando un forte futuro per l'eredità della designer.

Al piano di sopra del Dover Street Market il nome di Ann Demeulemeester conquista ancora il meritato spazio tra gli scaffai, grazie al proseguimento della sua linea con Sebastien Meunier, che ha preso il suo posto come direttore creativo quando lei si è ritirata. Appena Patti Smith ha introdotto l'ultima canzone della serata, My Blakean Year - un omaggio alla poesia di William Blake che ha ispirato anche Ann - ha mostrato discretamente alcuni paralleli tra Blake e la vita e la carriera della designer. "Ci ha dato canzoni di innocenza ed esperienza. Era un attivista, uno che aveva a cuore i diritti delle donne. Era un visionario: una lezione per tutti noi, e sicuramente un'ispirazione per Patrick ed Ann. "Abbiamo tutti i nostri conflitti, ma tutto sta nel fare il proprio lavoro", ha detto Patti. "Fate il vostro lavoro. Per questo verrete ricordati". Quando le è stato chiesto se potrebbe mai considerare di mettere il suo nome a un nuovo progetto, non necessariamente legato alla moda, Ann ha semplicemente sorriso e detto, "Forse, non saprei. Farò tante cose. Il futuro è aperto. Sono felice!"

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Fotografia Patrick Robyn, da Fashion Now 2.

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