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"il giorno più bello dell'anno"—milano pride 2018

Sabato siamo stati al Pride di Milano. Tra un caldo infernale e una felicità difficile da contenere abbiamo fotografato i sorrisi di chi ha ballato, riso e cantato per celebrare l'orgoglio LGBTQ+.

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lug 2 2018, 1:56pm

Non basterebbero tutti gli aggettivi del mondo a descrivere il Pride. Chi non ci è mai stato difficilmente può capire l’atmosfera di gioia e inclusività che si respira tra i corpi che ballano liberi per le strade.

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Sabato noi di i-D siamo stati all’edizione 2018 del Milano Pride e abbiamo chiesto a un po’ di persone di aiutarci a raccontare cos’è davvero questa manifestazione. Le loro risposte sono profonde e sensibili, ma a descrivere alla perfezione il significato del Pride sono i loro incontenibili sorrisi.

Be Proud. Be Pride.

Sofia, 18

Di dove sei?
Milano

Cosa fai nella vita?
Vado alle scuole superiori. Oggi invece voglio ballare e festeggiare il mondo LGBTQ+ qui al Pride!

È il tuo primo Pride?
No, ci vengo da un bel po' di anni. Sempre a Milano, però. Chi lo sa, magari per le prossime edizioni mi sposterò in qualche altra città.

Come definiresti in tre parole questo giorno?
Allegria. Positività. Amore.

Perché oggi sei qui?
Voglio sostenere il Pride, sostenere l'amore e sostenere le lotte della mia comunità.

Ettore e Francesco, 19

Di dove siete?
Siamo tutti e due di Milano.

È il vostro primo Pride?
Sì, è la nostra prima volta qui. È tutto nuovo, colorato e un po' folle... [intanto si guardano intorno meravigliati, NdA]

Quale canzone rappresenta il Pride per voi?
WMCA, la stanno mettendo proprio adesso! Non esiste canzone più queer di questa.

Perché avete deciso di essere qui oggi?
Guarda, i motivi sono diversi. Da una parte la situazione politica richiede la presenza di tutti noi qui, dall'altra è un evento in cui ci si diverte, si ride e si ama, semplicemente.

@pink.madonna

Bernard, 22

Di dove sei?
Brescia, non si sente dall'accento?

Cosa fai nella vita?
Ho appena finito la maturità. Sono un po' in ritardo, ma finalmente ce l'ho fatta!

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Grande, complimenti! Questo è il tuo primo Pride?
No, è il terzo che faccio qui a Milano. Come ogni anno è tutto coloratissimo, affollato e rumoroso, ma in senso positivo.

La canzone che per te rappresenta questo giorno qual è?
Papa don't Preach di Madonna. È la mia icona!

Hai qualche consiglio per i giovani che stanno muovendo ora i primi passi nella comunità queer?
Credo che la cosa fondamentale sia essere sinceri con se stessi, non raccontarsi bugie e non provare a convincersi di essere una persona diversa da quella che si è veramente. Tutto il resto poi con il tempo arriva, ma il primo passo è quello di dirsi la verità davanti allo specchio.

@asdanteaskente

Alice e Gloria, 23

Cosa fai nella vita?
G: Lavoro per Green Peace e sono laureata in Storia dell'Arte.

È il tuo primo Pride?
No, ci vengo ogni anno da quando ho 15 anni.

Come si è evoluta questa manifestazione nel corso degli anni secondo te?
Oggi ci sono molti più sponsor e marchi che sostengono la comunità, che da un lato dimostra i passi in avanti che sono stati fatti di recente. Dall'altro, però, è anche un modo per capitalizzare sull'omosessualità, e ovviamente questo non mi piace affatto.

Hai una canzone che colleghi istintivamente al Pride?
Sai, fino a qualche anno fa non c'erano molte canzoni che parlavano apertamente di omosessualità. Eri tu a doverti cercare un significato che andasse bene per te. Adesso le cose stanno cambiando, fortunatamente, ma io associo istintivamente la mia comunità a Sweet Dreams degli Eurythmics.

Massimiliano, 22

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Di dove sei? E cosa fai nella vita?
Sono di Forlì, ma vivo a Milano. Mi sono trasferito qui per studiare Grafica all'Accademia di Brera.

È stato il tuo primo Pride?
Qui a Milano è stato il mio secondo Pride, ma sono stato anche a quelli di Bologna e Rimini. È un evento a cui tengo davvero molto.

Come lo descriveresti?
Il Pride è prima di tutto condivisione e libertà. Libertà di essere chi si vuole essere, a prescindere da ciò che siamo nella società—infatti solitamente io non mi vesto da elfo.

Qual è stata la cosa migliore di questo Pride?
Sentire che nonostante tutto c'è ancora tanta gente che ha a cuore le minoranze.

Cosa ti dà speranza nel futuro?
Sapere che, appunto, sempre più persone lottano per la causa LGBTQ+. Non vorrei vivere in un paese in cui non posso esprimere liberamente chi sono.

@mrmassoul

Andrea, 25

Di dove sei? E cosa fai nella vita?
Sono di Napoli, ma vivo a Milano, dove lavoro come Fashion Designer.

È il tuo primo Pride?
Nooooo, assolutamente! Credo sia il quinto.

Qual è stata la cosa migliore del Milano Pride 2018?
La libertà d’espressione. Ho marciato mano nella mano con il mio ragazzo, ho ballato sotto il sole cocente con tutti i miei amici tra glitter, palloncini e spruzzi d’acqua.

Cosa ti dà speranza nel futuro?
L'amore, inteso non solo come rapporto interpersonale, ma anche universale. Senza l'amore non vedo futuro.

@andreaspavone

Mattia, 21

Di dove sei?
Sono nato e cresciuto a Milano.

Cosa fai nella vita?
Vado all'università, studio Lingue in Statale.

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Come definiresti il Milano Pride 2018 in tre parole?
Good Vibes Only!

È il tuo primo Pride? Come ti sembra?
No, ci vengo da due o tre anni. Ogni volta è una festa militante, ma quest'anno credo che l'affluenza sia stata davvero elevatissima.

@tress.o

Giuseppe, 23

Di dove sei?
Sono di Guardiagrele, un piccolo paesino in provincia di Chieti, ma vivo a Milano da due anni.

Cosa fai nella vita?
Sono un Make-Up Artist e Hair-Stylist, ma mi esibisco anche come performer.

È il tuo primo Pride?
Qui a Milano è il mio secondo Pride, mentre qualche anno fa ero stato a quello di Roma.

Come definiresti il Milano Pride 2018 in tre parole?
Favoloso, pieno di gioia e felicità.

Qual è stata la cosa migliore di questo Pride?
Vedere per ancora una volta camminare fianco a fianco bambini di coppie omosessuali ed eterosessuali, insieme a drag queen, performer, transessuali e persone totalmente queer.

Cosa ti dà speranza nel futuro?
Vogli continuare a credere nelle persone, specie in questi giorni di odio e cattiveria, di razzismo contro chiunque sia "diverso", indipendentemente da genere, colore della pelle, lingua parlata o luogo di provenienza. Le persone cambiano, e grazie al Pride piano piano stiamo facendo capire che siamo tutti uguali, siamo fatti tutti della stessa materia e quindi è futile, oltre che piuttosto stupido, continuare a discriminare alcune persone solo per il loro modo di essere.

@giuseppesueme

Crediti


Interviste di Giorgia Imbrenda e Amanda Margiaria
Fotografia di Vincenzo D'Ambrosio

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