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ma com'è che le crocs sono il trend (brutto) più duraturo della moda?

Un'inchiesta necessaria.

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set 7 2018, 2:48pm

Fotografia di Mitchell Sams

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È difficile credere che, nel lontano 2002, le Crocs furono messe sul mercato come semplici scarpe da barca. Nei 16 anni successivi la scarpa brutta per eccellenza (non l'unica, comunque) è diventata il simbolo di chef, bambini sotto i tre anni, personale ospedaliero, vostro padre e influencer. L'ossessione per le Crocs è così forte che, tralasciando le loro caratteristiche estetiche (perché possiamo dire quello che vogliamo, ma brutte sono e brutte rimangono), possiamo affermare con un certo grado di sicurezza che continueremo a vederle in giro ancora per un bel po' di tempo. Per farla breve, amiamo le Crocs anche se sono brutte.

Collettivamente, siamo così ossessionati da queste umili calzature che investire in azioni Crocs sarebbe più redditizio che avventurarsi nel mondo dei Bitcoin. Il reporter del New York Times Jack Nicas ha condiviso con i suoi follower su twitter un grafico che mette a paragone l'andamento finanziario delle due società per sottolineare che, sebbene la criptovaluta abbia raggiunto un valore maggiore dell'azienda di calzature, quest'ultima sarebbe un investimento a lungo termine più redditizio, perché meno soggetto alle fluttuazioni del mercato azionario.

È nel 2016 che l'orrida ciabatta fa la sua entrata ufficiale nell'alta moda, debuttando sulla passerella Christopher Kane primavera/estate 17. Parte di una collaborazione ufficiale, le Crocs decorate da pietre preziose e altre amenità hanno immediatamente diviso l'opinione pubblica, dimostrandosi così controverse da spingere il designer a rilasciare una dichiarazione ufficiale per difenderle: "Le Crocs sono stupende. Le amo," ha detto in maniera chiara e inequivocabile. "Non mi interessa quello che pensano gli altri. Non credo che nessuno possa dire se ho fatto bene o se ho fatto male a dar vita a questa collaborazione, a meno che non risponda al nome di Dio. E se così non è, può anche stare zitto."

"Sapevo che la reazione della gente non si sarebbe fatta attendere," ha continuato. "Ma non volevo che fosse una questione controversa a tutti i costi. Ovviamente ci sono persone a cui piacciono, persone di cui volevo attirare l'attenzione. Non sono uno snob, voglio che la mia moda piaccia a tutti."

Schierandosi dalla parte che lotta contro lo snobismo della moda, anche la collezione autunno/inverno 17 di Demna Gvasalia per Balenciaga ha portato in passerella le Crocs. Questa volta, con una bella zeppa e in colori fluo, giusto per renderle ancora più d'impatto. Ancora una volta, il mondo della moda e internet tutto si sono espressi con toni coloriti sulla novità, ma l'azienda Crocs ha comunque toccato il cielo con un dito grazie alla collaborazione. "Lavorare con Balenciaga è stato incredibilmente divertente per il nostro team creativo," ha dichiarato a tale proposito la Senior Vice President Michelle Poole. "Quando Balenciaga ci ha contattati, ad attrarci è stata l'opportunità di superare i confini del nostro design e osservare l'inaspettata evoluzione del modello classico." E quello che hanno creato insieme, ovviamente, è stato l'apice dell'estetica del brutto.

Ma l'alta moda non è l'unica ad essersi follemente innamorata delle Crocs. Un recente studio condotto da eBay mostra come nell'arco di un solo mese, le ricerche sul sito della stringa "Crocs" siano state più di 25.000, mentre 15.000 sono quelle vendute sulla piattaforma. Ovvero, 20 paia ogni ora. Il che significa un numero imbarazzante di nuove Crocs sparse per il mondo. Ben distanti dall'essere un oggetto feticcio esclusivo e dedicato solo alle influencer di turno, queste calzature sono l'emblema del quotidiano. Stanno bene in passerella tanto quanto al supermercato. Ed è questo a renderle tanto odiate da essere amate.

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Ed era inevitabile.

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