Pubblicità

venite a conoscere la giovane comunità skate etiope

In occasione della costruzione del primo skatepark del Paese terminata lo scorso mese, gli skater locali hanno unito le forze con dei volontari provenienti da tutto il mondo per creare un posto tutto per loro.

|
mag 3 2016, 9:35am
Pubblicità

Lo scorso mese più di 50 volontari provenienti da 20 Paesi diversi si sono uniti agli skater del posto per costruire il primo skatepark etiope nella capitale Addis Ababa. Prima che il parco venisse costruito, la sola opzione che avevano gli abitanti del posto era skateare in strada. Come in molti altri paesi questo significa cercare costantemente di sfuggire alle autorità, essere respinto dagli addetti alla sicurezza, dover cedere le tavole ai poliziotti e schivare le macchine in strade trafficate. Ad Addis è usanza comune pagare gli addetti alla sicurezza, o perlomeno offrir loro un caffè in cambio di qualche minuto per andare con lo skate del tutto indisturbati. Tutto è molto più semplice ora che questi skater hanno un posto tutto per loro.

In meno di un mese, la costruzione del parco ha fatto sì che il sogno di tutti gli skater divenisse realtà. Il team che ha guidato la costruzione, Ethiopia Skate, ha iniziato con una website e una pagina su Facebook cinque anni fa. Dopo un po' di tempo, il gruppo che stava diventando sempre più grande usava incontrarsi in tutta la città per cercare posti in cui skateare. Già dai primissimi incontri, hanno parlato di costruire un parco. Finalmente sono riusciti nel loro intento.

Tutto è iniziato quando il gruppo ha contattato l'organizzazione tedesca Make Life Skate Life (MLSL). Potendo vantare un vasto team di volontari internazionali, la MLSL ha già costruito skatepark in India, Giordania, Bolivia e Birmania.

Ora che i lavori sono finiti, il gruppo è al settimo cielo. "Non pensavo sarebbe stato tanto grande. La versione che vedevo nei miei sogni era decisamente più piccola. Ne sono rimasto sorpreso," dice il tredicenne Eyob Desta. Il fondatore di Ethiopia Skate, Addisu Haile Michael ha raccontato ad i-D che ci sono "così tanti ragazzini che mi scrivono, mi chiamano, mi dicono che è il giorno migliore delle loro vite…tutti sono fuori di testa, al settimo cielo. Stavamo aspettando questo momento da anni."

Foto durante la fase di costruzione. 

Una decade fa, tutto questo non sarebbe stato possibile. Quando Addisu ha iniziato ad andare con lo skate molti abitanti del posto non sapevano nemmeno di cosa si trattasse. "All'epoca tutti pensavano si trattasse di un gioco molto pericoloso," ricorda Addisu. L'amico Eyob Desta ci confida che i genitori pensavano non fosse un'attività abbastanza sicura. "La mia famiglia non voleva che andassi con lo skate. Le persone in Etiopia non lo vedono come uno sport, ma come un pericolo, una cosa da gangster."

Seppur con qualche riserva, l'opinione sullo skateboard in Etiopia sta cambiando. "Il cambiamento ha dell'eccezionale," ci rassicura Addisu. "Tutti possono assistere a quante persone vengono qui: tutti sono interessati."

I volontari di MLSL hanno portato con loro anche tavole, ruote, furgoncini, vestiti e scarpe. Le nuove attrezzature non hanno fatto altro che incrementare ulteriormente il numero di nuovi skater che si recano al parco. Ethiopia Skate ora conta ben 150 membri e ogni weekend il numero aumenta. Addisu è felice dell'impatto positivo che lo skatepark avrà sulle nuove generazioni. "Io ero una persona timida e lo skate mi ha aiutato a fare amicizia con moltissime persone. Voglio lo stesso per questi ragazzini. Si tratta di una bella comunità a cui abbiamo dato vita senza neppure accorgercene. È una figata."

Il diciottenne Micky Asfw, che ci racconta di essere venuto a conoscenza del mondo dello skate su MTV, condivide: "Siamo come fratelli, ci vogliamo molto bene, ci occupiamo l'uno dell'altro come se fossimo tutti fratelli e sorelle."

Crediti


Testo e foto Tessa Fox

more from i-D