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cosa vale la pena guardarsi su netflix a giugno

Bibita ghiacciata in una mano, telecomando del condizionatore nell'altra e vai di binge watching selvaggio.

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mag 30 2018, 2:34pm

Immagine promozionale del doppio finale di Sense8.

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Sono le 18. Stai per uscire dall'università o dall'ufficio e non vedi l'ora di fermarti al bar all'angolo per un aperitivo. Nell'istante in cui ti lasci alle spalle obblighi e noie, però, inizia a piovere. Allora te ne torni a casa con l'aria sconfitta, in TV non c'è niente di interessante e passi le due ore successive vagliando l'offerta di Netflix. Stordito dalle troppe possibilità, finisci per riguardarti l'ennesima puntata di Friends (che, detto per inciso, forse non era poi un granché).

Non una storia triste, ma quello che succede a tutti noi da quando il meteo in Italia è diventato più imprevedibile delle sue vicende politiche.

Veder andare a monte tutti i nostri progetti di svago ci ha spezzato il cuore, così abbiamo deciso di selezionare le cose che davvero vale la pena guardarsi su Netflix a giugno. Del resto, meno tempo passato scegliendo cosa guardare significa più tempo per fare binge-watching e smettere di pensare a quanto sia crudele la vita se ogni pomeriggio alle 18 attacca a piovere.

You Me Her (1 giugno)
Ecco una serie tv che se fosse inverno vi vergognereste di guardare, e siccome invece è estate e voi siete alla ricerca di qualcosa con cui impegnare il tempo mentre la birra si raffredda in frigo allora vi vedrete più che volentieri. Facciamo una veloce lista delle cose che ci troverete. Poliamore. Personaggi belli ma un po' sciocchi e con l'età emotiva di un adolescente con gli ormoni impazziti. Drammi come se fosse una puntata di Beautiful degli anni '90. La città più hipster di tutti gli Stati Uniti. Storie secondarie tenute insieme con lo sputo.

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Detta così non sembra il massimo, lo capisco, ma ho un consiglio per voi: abbandonate il ritegno e il gusto con cui discutete dei diversi layer di immortalità in Westworld e concedetevi la serie che vi farà pensare che forse, forse, la vostra situazione sentimentale non è poi così disastrosa. Potreste sempre finire in una troppia. Sì, una troppia. — Marta Magni, Senior Social Editor di VICE Italia

13 Novembre: Attacco a Parigi (1 giugno)
Iniziamo con qualcosa di non esattamente leggero. Come suggerisce il titolo, questo documentario in tre parti ripercorre gli attentati avvenuti il 13 novembre 2015 a Parigi, concentrandosi però sulle vicende umane che, insieme, formano il complesso quadro di quella notte. Raccogliendo le voci di quaranta persone, tra sopravvissuti, forze dell'ordine e vigili del fuoco, i fratelli Jules e Gédéon scavano nell'intimo, frugano tra le emozioni e mettono a fuoco l'umanità che si tende in questi casi a dimenticare.

Ricostruendo la cronologia degli eventi, 13 Novembre: Attacco a Parigi offre una prospettiva inconsueta su uno dei fatti di cronaca che più hanno scosso l'Europa negli ultimi anni. — Amanda Margiaria, Features Editor di i-D Italy

The Neon Demon (1 giugno)
In questo film il sogno di Jesse—ragazza dalla bellezza eterea interpretata da Elle Fanning che sogna di diventare una modella—si trasformerà in un incubo allucinato. Non fatevi ingannare dalla patina da horror adolescenziale, perché The Neon Demon raccoglie l’eredità di registi che hanno fatto della provocazione il loro marchio di fabbrica, come Von Trier e Cronenberg, e racconta la più grande ossessione contemporanea: la bellezza.

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Diretto da Nicolas Winding Refn, questo horror dimostra che c’è chi è disposto a tutto per raggiungerla. Forse non impeccabile sotto ogni punto di vista, il grande pregio di The Neon Demon resta comunque quello di mettere in mostra l'irresistibile fascino esercitato da un mondo narcisista e schiavo di un estetismo demoniaco. Che siate d’accordo o meno con le soluzioni narrative scelte da Refn, questo film non vi lascerà indifferenti, spingendovi a riflettere sui meccanismi che governano la nostra società. — Benedetta Pini, News Writer di i-D Italy

Sense8 (8 giugno)
Questa doppia puntata finale di Sense8 ce la siamo davvero sudata. Quando all’inizio di giugno 2017 Netflix ha annunciato la cancellazione della serie dopo due sole stagioni, noi fan di mezzo mondo abbiamo firmato una petizione e, insieme agli attori della serie, abbiamo rotto così tanto le scatole che alla fine siamo riusciti a ottenere un finale degno di questo nome. Chi ha visto le prime due stagioni Sense8 non credo abbia bisogno di ulteriori motivi per guardarsi questo agognato finale. Per chi invece non l'ha fatto, cercherò di farvi un sunto.

Un gruppo di persone sparse per il mondo sono connesse tra loro grazie a una sorta di "cervello in comune" in cui convergono tutte le abilità e sensazioni di ognuno. In pratica se qualcuno fa sesso—e nella serie c’è molto sesso, anche ben recitato—sembra di assistere a un’orgia. Se qualcuno inizia a picchiarsi con qualcun altro, sembra che ci sia una rissa. E poi ci sono un sacco di messaggi sociali sull’accettazione di se stessi e varie robe queer (ricordo: le sorella Wachowsk sono trasgender). I senzienti però devono continuamente nascondersi e contrattaccare perché c'è chi vuole farci degli esperimenti sopra e in pratica ucciderli. Il finale, ovviamente, sarà proprio sulla resa dei conti.

Ma, davvero, non pensate sia una roba alla Matrix e basta: c’è un sacco di capitale umano dentro, così tanto che certe volte capita di dover stoppare per non andare in apnea da sentimenti moltiplicati x 8. — Vincenzo Ligresti, Social Editor di VICE Italia

The Staircase (8 giugno)
Tra i documentari da guardarsi in questo periodo c'è sicuramente The Staircase. Andiamo con ordine, che ce n'è bisogno. Nel 2004 il regista Jean-Xavier de Lestrade gira una docuserie incentrata sullo scrittore Michael Peterson, accusato tre anni prima di aver ucciso la moglie Kathleen, trovata morta in fondo a una rampa di scale della loro casa. Nel 2012, un anno dopo la scarcerazione di Peterson, Lestrade torna sul caso per raccontare la seconda vita dello scrittore.

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E ora, finalmente, arriva su Netflix l’ultimo capitolo della vicenda, composto da tre episodi che indagano il caso alla luce di nuove prove emerse nel frattempo. La vita di Peterson viene analizzata al microscopio. Bisessualità, tradimenti, inquietanti sparizioni e dubbi sulla colpevolezza del protagonista: in The Staircase c'è tutto, e promette di tenervi incollati allo schermo. — Benedetta Pini, News Writer di i-D Italy

Marcella (8 giugno)
Dopo esserci sorbiti decine, se non centinaia, di polizieschi con protagonisti maschili, ecco arrivare in nostro soccorso l'ex agente di polizia Marcella Backland. Seguendo le indagini di questa investigatrice che fatica a scendere a patti con robette leggere tipo l’abbandono del marito, la perdita di un figlio, il limite che gli strumenti investigativi devono porsi e soprattutto l'incertezza di fronte alle categorizzazioni più spicciole, Marcella ha tutte le carte in regola per piacere e catturare l'attenzione.

La prima stagione è passata in sordina—complice probabilmente la presenza in catalogo di nomi ben più rilevanti nella sezione thriller e polizieschi— ma la seconda promette bene. Plus: è una serie britannica, vuoi mettere l'accento? — Federico Rocco, News Writer di i-D Italy

Land of Mine (24 giugno)
Prima regola: dire sempre le cose più rilevanti all'inizio. Quindi vi diciamo subito che Land of Mine è stato candidato come Miglior Film Straniero agli Oscar 2017. Aggiungiamo poi che si tratta di una pellicola che indaga il rapporto tra vendetta, empatia e umanità. Ambientato nei giorni successivi la resa della Germania nella Seconda Guerra Mondiale, in questo film il regista danese Martin Zandvielt racconta il suo paese d'origine invaso dalle truppe tedesche.

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Perché vederlo? Perché non tutte le ricostruzioni storiche sono una noia mortale, specie se raccontano una pagina di storia sconosciuta ai più. E poi perché ci fa riflettere sulla facilità con cui individuiamo vittime e carnefici, colpevoli e innocenti, buoni e cattivi, dimenticandoci spesso che le cose sono ben più complicate. Come quando 2600 ragazzi tedeschi tra i 15 e i 18 anni sono stati costretti a sminare chilometri di costa danese. — Federico Rocco, News Writer di i-D Italy

Grand Designs (Bonus Track di recentissima aggiunta)
Mentre tu abiti in bilocale e ti senti anche fortunato/a che non devi più condividere il bagno con dei coinquilini dalle abitudini igieniche e culinarie discutibili, il mondo pullula di inglesi benestanti pronti a spendere una fortuna per costruirsi da zero una magione che corrisponda ai loro più voraci desideri. Solitamente nel progetto rientrano molto legno, molto acciaio, molta campagna intorno che tenga ben lontani i guardoni e molte idee assurde.

La bella notizia è che mentre tutte questo succede le telecamere di Grand Design sono sul posto. Dall'ideazione alla costruzione, passando per l'arredamento di un posto potenzialmente abitabile da 16 persone che invece non ne ospiterà mai più di due. Ottima serie a cui ispirarsi prima di andare a fare un giro all'Ikea, dove comunque c'è l'aria condizionata e magari trovate pure qualcosa firmato Off-White. — Marta Magni, Senior Social Editor di VICE Italia

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