Pubblicità

chanel, miu miu e louis vuitton: i grandi della moda chiudono la ss 18

Lottando per accaparrarsi lo scettro di regina dell'industria, Chanel, Miu Miu e Louis Vuitton hanno chiuso in grande stile il mese della moda.

|
ott 4 2017, 1:49pm

Chanel, Miu Miu, Louis Vuitton

Un cambiamento negli orari della Paris Fashion Week ha fatto sì che tutti i pesi massimi della moda sfilassero nella giornata finale. E quando la giornata inizia con la riproduzione di una cascata alta 15 metri e finisce al Louvre, accanto a rovine di una fortezza del 12esimo Secolo, è facile immaginare le maison più blasonate dell'industria che nei backstage fanno a gara per accaparrarsi lo scettro di regina delle passerelle. Ma non ha senso combattere a suon di location se anche gli abiti non sono all'altezza.

Chanel

L'ultimo giorno di PFW è stato un duello tra big del settore, mentre il sottotesto faceva capire che il campo di battaglia è più affollato che mai, perché la lealtà ai brand fa ormai parte del passato. Non è una coincidenza che ogni volta si facciano largo pettegolezzi di oscillazioni finanziarie e incongruenze varie, e qual è la loro risposta? Una moda senza regole. La #basicbitch non ha intenzione di stare in silenzio mentre cerchi di corteggiare potenziali clienti sui social media, anzi, vuole ritagliarsi con cura la sua strada tra lusso e contemporaneità.

Chanel

Dopo il decollo del missile Chanel della scorsa stagione, ci siamo questa volta goduti i rilassanti ambienti del Gorges du Verdon, dove ad attenderci c'era la replica mozzafiato di una scogliera alta 15 metri e larga più di 80 metri, corredata di cascata, piante alpine e rocce. Gli utili di Chanel sono crollati del 35% nello scorso anno, ma questo non ha impedito al brand di creare anche per la ss 18 un set che definire imponente sarebbe riduttivo.

Analogamente, anche gli abiti erano ambiziosi. L'acqua è una forza della natura devastante, e Karl Lagerfeld ne ha imbrigliato la potente fluidità in una collezione di zampilli e ondate dalla verve concentrata sui tessuti. Mentre venivano innalzati gli impianti idrici, generando feroci boati nel Grand Palais, dai tessuti stessi provenivano ruggiti impossibili da ignorare: denim lurex, tweed con frange e nappine, pizzi impalpabili, tutti lavorati su silhouette più fresche di quanto presentato nelle scorse collezioni.

Chanel
Pubblicità

Poi è arrivata la plastica, con l'aggiunta di un sistema d'impermeabilizzazione pratico e nostalgico, ricordando al pubblico gli stili da Space Age di André Courrèges e Pierre Cardin. Usando materiali non convenzionali, Chanel ha preso parte alla discussione di una gioventù disincantata e ribelle. Gli scintillii dati dal PVC trasparente si rincorrevano tra i diversi look, testimoni del savoir faire del brand e del suo storcere il naso di fronte al convenzionale. Gli stivali con glitter di questa stagione li abbiamo visti ai piedi di ogni street style kid (la cui popolarità è stata spinta anche dall'ultima app di tendenza nell'industria della moda, KiraKira+) e il loro sequel, un modello sopra il ginocchio in plastica trasparente, sarà sicuramente il must have dei prossimi mesi.

Miu Miu

In contrasto, Miuccia Prada ha scelto di dare priorità a sentimenti ed emozioni, piuttosto che allo sfarzo, nella sua sfilata Miu Miu. Grazie al brillante casting di Anita Bitton e Prada, oltre metà delle 57 modelle viste in passerella non erano caucasiche. Che non dovrebbe sembrarci un traguardo nel 2017, ma è sotto gli occhi di tutti che per gran parte delle sfilate si propenda ancora per modelle bianche. Ma non è stata una scelta fatta per una presa di posizione precisa sulla diversità: Miuccia l'ha fatto pensando ai personaggi che indosseranno le sue creazioni nella vita reale.

Miu Miu

Dopo la sfilata Prada di Milano, un giornalista americano è stata sentita chiedere alla Signora Prada se la collezione avrebbe dato una mano alle malandate finanze del gruppo, sentendosi rispondere senza tanti giri di parole: "Non voglio essere giudicata in base alle vendite. Il mio lavoro è molto più di questo." Quel di più si è visto chiaramente nei volutamente indecifrabili strati di Miu Miusità: le memorabili calze, i vestiti ricamati, le bluse con balze e volumi, tutto unito a un guardaroba che era risolutamente Miuccia dal primo all'ultimo dettaglio. La missione di Miuccia era quella di presentare una donna che non si limita a superficialità e apparenza. E così, per trovare le sfumature nella collezione ss 18 di Miu-Miu è stato necessario scavare più a fondo. In questo senso, la diversità del casting altro non è stata che un altro modo per esprimere il rifiuto di Miuccia di piegarsi alle regole.

Louis Vuitton

Grazie a Louis Vuitton, dove i pettegolezzi sul futuro di Nicolas Ghesquière alla maison si rincorrevano senza posa, siamo entrati in uno dei luoghi più iconici e longevi di Parigi. Per arrivare nello spazio adibito alla sfilata, abbiamo attraversato la Piramide in vetro del Louvre e proseguito nell'ala Medievale del museo, tra dipinti e resti del 12esimo secolo. Dal vetro più moderno alle rovine più antiche, questo il percorso ideato da Ghesquière nella sua ultima, e probabilmente più personale, collezione vista finora per Louis Vuitton. L'idea del viaggio ha sempre avuto una certa risonanza in tutte le sfilate della maison, ma per questa stagione Ghesquière ha scelto invece di viaggiare nel tempo, dove i secoli non duravano che pochi istanti.

Louis Vuitton

Partendo da rigide fonti storiche, Ghesquière ha saputo alleggerire e fare ciò che meglio gli riesce, cioè trovare un inspiegabile ritmo nel battito del cuore della moda. Per Louis Vuitton, l'abilità di creare abiti senza tempo, ma contemporaneamente fortemente ancorati al passato e con lo sguardo risolutamente puntato al futuro, è irrinunciabile. Con questa nuova collezione, Ghesquière ha messo a tacere tutti i dubbi riguardanti il suo futuro, ricordando a tutti perché è Parigi l'ultima città in cui si sfila nel mese della moda.

Louis Vuitton
more from i-D