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niente è troppo privato per non essere fotografato da wolfgang tillmans

La mostra 'Fragile' conferma che Tillmans è uno dei fotografi più importanti della nostra generazione.

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feb 5 2018, 3:45pm

Wolfgang Tillmans, Lutz, Alex, Suzanne & Christoph on beach (b/w), 1993 

Il leggendario fotografo di sottoculture e mondi underground Wolfgang Tillmans è tornato. E questa volta non con un progetto musicale, ma con una nuova mostra al Musée d'Art Contemporain et Multimédias a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo. Titolata Wolfgang Tillmans: Fragile, includerà oltre 200 opere realizzate tra il 1986 e il 2017 e rappresenterà la forza della fragilità. "Fragile" è anche un riferimento al titolo di un cortometraggio girato da Tillmans nel 2016, in cui Hari Nef e altre figure danzano al ritmo di una colonna sonora firmata, ovviamente, Tillmans su uno sfondo monocromatico.

Wolfgang Tillmans, Dan, 2008

Sebbene organizzata in un paese dove le tensioni politiche sono alle stelle, la mostra vuole riflettere su temi intimi e personali, sulle relazioni che intercorrono tra i singoli e sul modo in cui dialoghiamo con chi abbiamo accanto. Tra le immagini in esposizione spicca “Love (hands in hair)” del 1989, in cui una donna con gli occhi chiusi viene accarezzata da due mani sconosciute. Gli scatti più recenti includono invece un autoritratto del 2005 e volti di amici di Wolfgang, come quello in cui un ragazzo si sta scoppiando una vescica sotto il piede.

Wolfgang Tillmans, Love (hands in hair), 1989

Ma ci sono anche sconosciuti, automobili, torte di gelatina e un uomo dall'aria rinascimentale. Tra questo tripudio di soggetti, quello che forse colpisce di più ritrae Wolfgang e i suoi amici abbracciati sulla spiaggia. Tuttavia, anche le sue cascate, i suoi oceani e i suoi incontri con animali selvatici suscitano emozioni forti nell'osservatore, testimoniando l'eterno viaggio del fotografo negli angoli più remoti della Terra.

Wolfgang Tillmans, Anders pulling splinter from his foot, 2004

Anche la mostra stessa viaggerà per il mondo, prima a Nairobi (aprile) e poi a Johannesburg (luglio). Dopo le tre tappe africane, speriamo che il tour di Fragile proseguirà anche in europa, perché come ha dichiarato Tillmans ad i-D qualche tempo fa:

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"In un certo modo, mi vedo come un amplificatore," spiega Wolfgang. "Non è l'unico ruolo che ho, ma la fotografia si presta ad amplificare le cose perché è un mezzo di moltiplicazione meccanica. Sin dall'inizio della mia carriera mi sono accorto di poter creare uno spazio fisico in cui inserire le mie idee. È su questo che si concentravano i miei primi lavori, in particolare quelli per i-D. Volevo usare la fotografia per dare spazio a ciò che amavo, come i movimenti pacifisti.

Questo contenuto è originariamente apparso su i-D UK.

"Wolfgang Tillmans: Fragile" è in mostra al Musée d'Art Contemporain et Multimédias fino al 18 febbraio 2018.

Wolfgang Tillmans, August self portrait, 2005
Wolfgang Tillmans, Deer Hirsch, 1995
Wolfgang Tillmans, astro crusto, a, 2012
Wolfgang Tillmans, milk & gelatine, 2001
Wolfgang Tillmans, Iguazu, 2010
Wolfgang Tillmans, Faltenwurf (Pines), a, 2016
Wolfgang Tillmans, Headlight (f), 2012
Wolfgang Tillmans, Italian Coastal Guard Flying Rescue Mission off Lampedusa, 2008

This article originally appeared on i-D US.

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