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qual è il senso di una serie tv come ‘insatiable’?

Onestamente, non c’era davvero bisogno dell’ennesima storia in cui l’aspetto fisico della protagonista è l’unica cosa che conta.

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ago 10 2018, 7:00am

Image via Youtube

È una scena che abbiamo già visto mille volte: grazie all’aiuto di trucchi e costumi di scena, l’attrice magra si trasforma in ragazza sovrappeso e poco dopo, come per magia, i chili di troppo svaniscono, il brutto anatroccolo si trasforma in cigno, finalmente felice e sicura di sé. È come se, smaltiti i chili in eccesso, tutti i problemi scomparissero nel nulla.

Negli anni Novanta c’era in Friends c’era una Monica grassa che a una festa ballava in compagnia di una fetta di pizza. E poi Monica magra che chiede al futuro marito Chandler: “E se io fossi ancora grassa? Sicuramente non staresti con me”. “Pensi davvero che io sia così superficiale?”, risponde Chandler, un po’ come se uscire con ragazze non particolarmente filiformi ti rendesse una persona migliore.

Nel 2018 invece c’è Insatiable, in cui Debby Ryan interpreta una ragazzina vittima di bullismo che tutti chiamano “Fatty Patty”. Poi si prende un pugno in faccia, si frattura la mascella e per qualche mese non può più mangiare cibi solidi. A causa dell’incidente perde non solo le vacanze estive, ma anche molti chili. Quando a settembre torna a scuola è ormai irriconoscibile, pronta a vendicarsi di tutte le ingiustizie subite grazie al suo revenge body (ovvero quel fisico invidiabile che ti permetterà di avere la tua rivincita su bulli e fidanzati poco carini).

La trama della serie, che esce oggi su Netflix, sembra sempre la stessa: Patty diventa magra, ritrova fiducia in se stessa, si vendica dei suoi aggressori e—cosa assolutamente impensabile prima della trasformazione—diventa attraente agli occhi degli uomini.

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Il trailer ha scatenato così tante polemiche da dare il via a una petizione per fermare la serie. Secondo la donna che ha dato il via all’iniziativa, Florence Given, Insatiable “non solo legittima la perdita di peso come soluzione ideale a problemi ben più ampi, ma rappresenta il corpo femminile come un semplice oggetto.”

Lauren Gussis, una delle autrici della serie, ha risposto alle critiche su Twitter dichiarando che la trama dello show è ispirata alla sua esperienza personale. All’età di 13 anni, Gussis soffrì di un disturbo alimentare, e provò “quel genere di rabbia che ti porta a fare cose terribili”. Ma in un momento storico in cui circa 70 milioni di persone in tutto il mondo soffrono di disturbi alimentari, non sarebbe stato bello raccontare la storia di una ragazza in sovrappeso che ha una relazione sana con il cibo, con le altre persone e con il proprio corpo, senza necessariamente farla diventare magra?

Sull’argomento, Tom Quinn (Direttore Affari Esteri dell’associazione no-profit che si occupa di disturbi alimentari Beat) ha spiegato come i contenuti che “promuovono l’idealizzazione del corpo magro potrebbero causare problemi in quelle persone che già soffrono di un disturbo alimentare, o addirittura scatenarne di nuovi”.

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La glorificazione della magrezza, però, non è l’unico punto critico sollevato da Insatiable. Nel trailer vediamo infatti una Patty "finalmente" magra che cammina per i corridoi del liceo mentre tutti i ragazzi si voltano a guardarla; intanto, la sua amica è evidentemente entusiasta della trasformazione avvenuta durante l'estate. Questa rappresentazione non solo lascia intendere che una donna debba necessariamente essere magra per essere attraente, ma soprattutto insinua il concetto che l’unico obiettivo di una donna debba essere quello di essere ammirata dagli uomini.

Qualche mese fa, uno studio ha dimostrato che più di 510mila donne hanno subito una violenza sessuale nell’ultimo anno—con una probabilità cinque volte più alta rispetto agli uomini di essere aggredite. Negli Stati Uniti, questa ricerca sulle aggressioni sessuali ha invece rivelato che l’81 percento delle donne ha subito almeno una volta nella propria vita un’aggressione o una molestia.

Ma la domanda è questa: nell’era del movimento #MeToo, avevamo davvero bisogno di un’altra serie in cui le donne vengono giudicate solo per la taglia che portano e in cui l’unica cosa che conta soltanto è percezione che gli uomini hanno di loro? Perché non parliamo di tutti gli altri problemi che ogni donna deve affrontare ogni giorno?

Alyssa Milano, figura di spicco nel movimento #MeToo e tra le protagoniste di Insatiable, ha dimostrato il suo sostegno allo show con questa dichiarazione: “Vogliamo parlare (attraverso la commedia e l’ironia) del danno provocato dal fat shaming”.

Nel caso in cui questa serie tv dovesse rivelarsi una critica illuminante all’oppressione e alle molestie subite dalle donne, in particolare quelle plus size, siamo prontissimi a rimangiarci tutto. Ma, diciamolo, il trailer non promette nulla di buono ed è bene fare binge-watching di Insatiable solo avendo ben presente la reale situazione socioculturale della figura femminile oggi.

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Ogni giorno le donne di tutto il mondo subiscono molestie e abusi. Le serie TV dovrebbero far luce su questo. Qualche esempio?

Nel 2017, uno studio delle Nazioni Unite ha dimostrato che non esiste un singolo paese in cui le donne non subiscano sessismo e discriminazione sul posto di lavoro. A livello mondiale, le donne guadagnano il 23 percento in meno rispetto agli uomini. Un report sui problemi globali della comunità LGBTQ pubblicato dall’ONU evidenzia come le donne bisessuali siano ancora più a rischio di subire violenze di tutti i tipi, tra cui stupro, aggressione, violenza domestica e stalking. Nonostante le donne nere e latine alla guida di aziende siano sempre di più, secondo una ricerca dell’Institute of Women’s Policy, hanno meno probabilità di fare carriera rispetto ai loro colleghi bianchi, che siano uomini o donne.

Ecco, per darvi un’idea, questi sono solo alcuni degli spunti che potrebbero essere utilizzati per educare il pubblico alle problematiche che le donne devono affrontare nella società moderna, e che vanno ben oltre le tematiche di Insatiable.

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Va detto anche che esistono già serie tv che parlano dei problemi delle donne ai margini della società. Tra queste ci sono Dietland, in cui la protagonista non è la classica donna grassa senza speranze, e Grown-ish, dove una giovane ragazza afroamericana lotta per difendere la propria identità nel nuovo college. Nel trailer di Sierra Burgess Is a Loser (Netflix), in uscita il 7 settembre, la protagonista non rispecchia affatto i canoni di bellezza tradizionali, ma allo stesso tempo non cerca la commiserazione da parte dello spettatore. Invece che meditare vendetta, la protagonista cresce e impara a superare le proprie insicurezze—il tutto senza perdere un grammo. Insomma, è evidente: nel 2018 non c’è più posto per storie come Insatiable.

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Oltre a Insatiable, ad agosto su Netflix ci sono un sacco di altre cose in uscita. Qui trovi le nostre preferite:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

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